martedì 20 luglio 2010

Di Pietro attacca: “Vendola pensi alla Puglia”


Il leader Idv contrario all'autocandidatura a leader del centrosinistra di Nichi, che promette: "Batterò Berlusconi"

Inarrestabile Vendola. Dopo aver lanciato ufficialmente la sua candidatura a leader del centrosinistra, non esita a sfidare Berlusconi per la leadership: “Vincerò le primarie del centrosinistra e batterò Berlusconi. Come faccio a perdere?”. Perché “ha berlusconizzato la nostra società e adesso comincia ad esserne vittima. Lo batterò perché è troppo vecchio”. Oltre ad essere “maschilista” e un po’ “guascone”. Una discesa in campo che pesa e che lascia intendere l’imminenza di possibili elezioni politiche, mentre proprio il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani rilancia la proposta di una “fase di transizione”, cioè un rinvio delle urne dopo un ipotetico post-Berlusconi.

Ma se il Pd, pur accusando il colpo, simula indifferenza e si dichiara più o meno in maggioranza pronto ad accogliere la partecipazione del governatore della Puglia alle primarie, Di Pietro esprime tutta la sua contrarietà, con un affondo che preannuncia battaglia. “Vendola è stato da poco rieletto governatore della Regione Puglia e peraltro è più per demeriti della coalizione del centrodestra che si è divisa che per meriti del centrosinistra che ha guidato nei precedenti 5 anni visto che molti assessori della sua giunta poi sono finiti sotto l’attenzione della magistratura per aver fatto male il loro dovere”, dice ad Affari italiani. E ribadisce al Fatto Quotidiano: “Ci siamo impegnati a farlo eleggere e lo sosteniamo ora, non per aiutarlo nel suo successo personale, ma per governare la Puglia”. D’altra parte il leader dell’Idv non nega la possibilità di candidarsi in prima persona. E non risparmia una stoccata velenosa rispetto all’affermazione del governatore della Puglia che Carlo Giuliani sarebbe un eroe della Repubblica come Borsellino e Falcone, come riportato dal Corriere della Sera (ma poi smentito ieri: “Nessun paragone – dice Vendola a Radio 24 – era il contrario di un’apologia o di una retorica; era semplicemente ricordare cos’è accaduto nel luglio del ’92 e nel luglio del 2001”). “Questa è la dimostrazione del fatto che Vendola ha uno sguardo settoriale – dichiara Di Pietro – Borsellino e Falcone hanno dato la vita per l’Italia, Carlo Giuliani ha partecipato a una manifestazione violenta”.

Alzata di scudi contro Vendola anche dai suoi ex alleati della sinistra radicale: “Discussione faticosa e inutile”, dichiara Diliberto. “Prima di discutere su Nichi Vendola e sulla sua volontà di sparigliare il centrosinistra, dobbiamo chiederci se riusciamo a far cadere Berlusconi”, dice Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista. E intanto Bersani parla di una “fase di passaggio”, che però non sarebbe il governo di larghe intese proposto da Casini, che includeva Berlusconi. Attacca Vendola: “Un discorso dal mio punto di vista poco chiaro, si ha la sensazione che ci sia un giudizio che differenzia l’azione di Tremonti da quella di Berlusconi”.

Da Il Fatto Quotidiano del 20 luglio 2010

mercoledì 14 luglio 2010

CONTRIBUENTI.IT: 2 YACHT SU 3 INTESTATI A NULLATENENTI, +5% NEL 2010.

“Crescono a dismisura i poveri possidenti, +5% nel 2010, che vivono spendendo migliaia di euro per beni di lusso e non dichiarano al fisco quello che guadagnano effettivamente. Il 64% degli yachts che circolano in Italia, sono intestati a nullatenenti, o ad arzilli prestanomi ultraottantenni o a società di comodo, italiane o estere per evadere le tasse”. Lo rileva Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con lo Sportello del Contribuente monitora costantemente il fenomeno dell’evasione fiscale nella bella Penisola. E’ questo il dato diffuso a Capri da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, all’apertura del secondo simposio internazionale al quale partecipano i massimi rappresentanti delle associazioni dei contribuenti dei principali paesi europei.

Secondo lo studio di Contribuenti.it, elaborato su dati de Lo Sportello del Contribuente e del Ministero delle Finanze, è emerso che la metà degli italiani dichiara non oltre 15.000 euro annui e circa due terzi non più di 20.000 euro; di contro, solo l’1% che dichiara oltre 100 mila euro e lo 0,2% più di 200mila euro.

Una fotografia che strida con i dati relativi ai consumi dei beni di lusso. La spesa per i cosiddetti “passion investiments” è cresciuta in Italia nel 2009 del 2,4% e nel primo semestre del 2010 del 4,8%. I “ricchi nullatenenti ed i poveri possidenti” hanno continuato a destinare nel 2010 buona parte della propria spesa nell’acquisto di beni di lusso tradizionali come auto di grossa cilindrata, yachts, gioielli e oggetti d’arte, nonostante l’introduzione del nuovo redditometro da parte del fisco.

E’ ora di finirla con modeste misure di contrasto all’evasione fiscale, come il nuovo redditometro – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – È necessaria un'illuminante politica di collaborazione con le associazioni dei contribuenti che operano da tempo sul fronte della Tax Compliance, generando una autentica cultura antievasione. Come è accaduto durante la crisi finanziaria del sistema creditizio, è necessario assegnare ai Prefetti un ruolo nel controllo nella lotta all’evasione fiscale con la costituzione di un osservatorio sulla Tax Compliance presso tutte le Prefetture e la partecipazione di tutti i diretti interessati: i rappresentanti delle società, i rappresentati del fisco e degli intermediari, i rappresentanti dei lavoratori ed i rappresentanti dei contribuenti, con il Prefetto che coordinerà il tavolo. L'osservatorio – conclude Carlomagno – dovrà migliorare i rapporti tra fisco e contribuenti, per evitare che l’evasione dilaghi nel nostro paese”.

Fonte: Contribuenti.it

Agenzia di viaggi P3, weekend da sogno per giudici


Dall’anonima Cervinara, cittadina nella bassa Irpinia, l’ex sindaco e geometra Pasquale Lombardi invitava magistrati, politici e intellettuali per i seminari del Centro studi giuridici per l’integrazione europea. Ordinava centinaia di biglietti aerei, bloccava decine di camere d’albergo, chiedeva contribuiti alle istituzioni. E per magia rispondevano. Tutti. La Sardegna con 50 mila euro. Il referente pubblico era l’attuale sottosegretario alla Giustizia, il napoletano Giacomo Caliendo. Il finanziatore occulto era Flavio Carboni, l’uomo dei misteri. Attivissimo da Napoli, l’ex socialista Arcangelo Martino.

La P3 organizzava turismo congressuale: chi può rifiutare due giorni sul mare cristallino di Santa Margherita di Pula, nel clima mite di settembre, per chiacchierare di “Federalismo fiscale”, tema che affascina ben oltre la Padania. Lombardi, Carboni e Martino faticano un’estate intera – siamo nel 2009 – per imbandire la tavola rotonda di Santa Margherita. La previsione di spesa è enorme: i tre prenotano voli di linea da Napoli, Roma e Milano per la Sardegna che costano 46 mila euro. Serve un aiutino, ecco che arriva Ugo Cappellacci. Il 28 agosto, a uffici deserti, il governatore sardo scrive all’assessore e al direttore per gli Affari Generali: “L’attualità del tema trattato assume notevole rilevanza … Si ritiene fondamentale la nostra partecipazione…Nella misura di 50 mila euro”. In Regione s’accorgono che la dicitura “contributo” è illegale, dunque scelgono la forma di “compartecipazione finanziaria”.

Il cenacolo-convegno inizia il 18 settembre al Forte Village, un lussuoso cinque stelle sulla costa: fine settimana con interventi (anche seri) in maniche di camicia, cene di gala e intrattenimento musicale. Le comitive raggiungono Santa Margherita, trovano umile sistemazione in stanze da 247 euro a notte. Francesco Verusio (procuratore del Tribunale di Grosseto) e Vincenzo Carbone (presidente della Cassazione) aprono i lavori, introducono i governatori regionali: il padrone di casa Cappellacci, il lombardo Roberto Formigoni e il campano Antonio Bassolino. E proprio su Bassolino c’è un piccolo enigma: come avrà raggiunto la Sardegna? Non ha pernottato al Forte Village, non era sulle (tre) liste d’imbarco. Ma era nei pensieri di Carboni e Lombardi in un’intercettazione (29 luglio 2009). C: “Stava provvedendo lui (Martino, ndr) per…”. L: “Sì, l’aereo per Bassolino. Ha affittato l’aereo solo per Bassolino”. C: “Viene con aereo privato diciamo!”. Il collega Formigoni dorme soltanto il 18 notte, toccata e fuga anche per Carbone in doppia da 374 euro, Caliendo preferisce il ponte lungo: venerdì, sabato e domenica per mille euro.

Per ricevere l’assegno della Regione sarda, Lombardi deve trasmettere la fattura di 134 mila euro – compresi i 16 mila per la ristorazione – e un allegato su chi alloggiava al Forte Village a carico del Centro studi. Due pagine per un elenco di illustri togati e politici da far ingelosire i maestri dei grandi eventi. C’erano stimati magistrati, ignari dei piani della P3: Oscar Fiumara (avvocato generale dello Stato), Alfonso Marra (presidente Corte d’Appello di Milano), Carlo Alemi (pres. Tribunale di Napoli), Maurizio Meloni (Corte dei Conti), Antonio Guida (pres. Tar Campania), Giandomenico Lepore (procuratore Tribunale di Napoli). E tanti conoscenti della P3 o vittime dell’effetto traino: c’è tizio, non mancherà caio. Il trio ha usato Luca Palamara per adescare i colleghi. Lombardi e soci avevano inserito il nome del capo dell’Associazione nazionale magistrati tra i “partecipanti” – termine neutro non casuale – per un seminario sulla riforma della giustizia (Hotel Excelsior di Napoli, novembre 2008): “Non ho mai conosciuto questi signori né mi hanno mai chiamato”, precisa Palamara. In compenso avevano affidato le conclusioni al cardinale Crescenzio Sepe, indagato per corruzione nell’inchiesta sulla cricca. Il governatore Formigoni era assiduo oratore del Centro studi: prima di Santa Margherita, il Gallia di Milano ha ospitato la P3 nel marzo 2009. Onnipresenti il sottosegretario Caliendo e Antonio Martone, ormai ex avvocato generale in Cassazione. La festa è finita. E gli amici se ne vanno.

Da Il Fatto Quotidiano del 14 luglio 2010

Deltaplano in Umbria - Coppa del Mondo nel Matese


Dal 30 luglio al 8 agosto presso il Monte Cucco (Sigillo, Perugia) l'Italia organizzerà i pre-mondiali di deltaplano, evento propedeutico ai campionati del mondo che si terranno nella stessa località e periodo nel 2011.

Il comprensorio del Monte Cucco è universalmente noto ai cultori del volo libero in deltaplano e parapendio, quello che si effettua senza motore, sfruttando le correnti d'aria ascensionali come propellente.

L'Italia vive un eccellente momento in questa disciplina. Proprio a Sigillo nel 2008 la nazionale ha conquistato il titolo mondiale nella categoria "ali rigide", vale a dire i deltaplani più innovativi e performanti, e l'oro individuale con il trentino Alex Ploner. Il successo è stato bissato nella
categoria "ali flessibili", cioè i deltaplani tradizionali, lo scorso anno in Francia, ancora una volta con Ploner megaglia d'oro ed il team ai vertici mondiali, titoli da difendere l'anno prossimo in Umbria. Italiana anche l'azienda che produce le ali campioni del mondo, la Icaro di Laveno Mombello (Varese).

A San Potito Sannitico (Caserta), dopo le gare in Brasile, Giappone, Cina e Grecia, si è conclusa con gran successo la tappa italiana di Coppa del Mondo di parapendio (PWC).

Il merito va al club Le Streghe che ha portato 125 piloti provenienti da 32 nazioni a volare nell'Appennino centro-meridionale, nel tratto del Massiccio del Matese al confine tra Campania e Molise.

Qui, negli splendidi panorami che dalle aspre pendici del Monte Miletto (2050 m) si aprono sui laghi di Letino e Gallo fino ad abbracciare il mar Tirreno, l'Adriatico ed i monti dell'Abruzzo, il francese Luc Armant e la ceca Renáta Kuhnovà hanno vinto la gara maschile e femminile, seguiti dallo sloveno Alijaz Valic e dal danese Andreas Malecki, il primo, dalla francese Seiko Fukuoka Naville e dall'austriaca Regula Strasser, l'altra. Classifica per nazioni: dopo Francia e Slovenia, l'Italia centra un ottimo terzo posto.

La PWC prosegue con le tappe negli Stati Uniti, Portogallo e la finale di Denizli (Turchia).

venerdì 9 luglio 2010

Rapporto di Amnesty International sul Kenya: la paura di essere aggredite rende le donne prigioniere nelle loro case


Le donne e le ragazze degli insediamenti abitativi precari di Nairobi, la capitale del Kenya, vivono nella costante minaccia di subire violenza sessuale e per questo rinunciano spesso a uscire dalle loro case per usare i servizi igienici e i bagni pubblici. È quanto denunciato oggi da Amnesty International, in un nuovo rapporto intitolato "Sicurezza e dignità negate: la vita delle donne negli insediamenti abitativi precari di Nairobi".

Il rapporto spiega come il mancato inserimento di queste aree nei progetti e nei finanziamenti di sviluppo urbano abbia significato un accesso inadeguato ai servizi igienici, cosa che colpisce in modo particolarmente duro le donne che vi risiedono.

"Queste donne diventano prigioniere nelle loro case durante la notte e talvolta anche prima del tramonto. Poiché necessitano di maggiore riservatezza rispetto agli uomini per andare in bagno o fare una doccia, l'inaccessibilità di questi servizi le pone a rischio di stupro e le costringe a restare intrappolate in casa" - ha dichiarato Godfrey Odongo, ricercatore di Amnesty International sull'Africa orientale. "Il fatto che non siano in grado neanche di accedere ai pochi servizi pubblici igienici esistenti le espone al rischio di malattie".

La situazione è aggravata dall'assenza di forze di polizia negli insediamenti abitativi precari. Quando le donne subiscono violenza, è improbabile che riescano a ottenere giustizia. A Kibera, l'insediamento più grande di Nairobi con un milione di abitanti, non c'è un posto di polizia.

"Avevo sempre sottovalutato la minaccia della violenza. Andavo abitualmente alle latrine, salvo quando si era fatto troppo tardi. Questo fino a due mesi fa quando ho rischiato di essere stuprata" - ha dichiarato Amina, 19 anni, dell'insediamento abitativo precario di Mathare.

Alle 7 di sera, Amina è stata circondata da quattro uomini, che l'hanno picchiata e spogliata. Solo le sue grida, che hanno richiamato l'attenzione dei vicini, hanno scongiurato lo stupro. Sebbene conoscesse uno degli uomini, Amina non lo ha denunciato per timore di ritorsioni.

Nell'impossibilità di lasciare le loro case di una sola stanza dopo il tramonto, molte abitanti degli insediamenti informali ricorrono alle "toilette volanti", buste di plastica che vengono poi lanciate fuori per disfarsi del contenuto. Le precarie condizioni igieniche in cui vivono, dovute anche alla grande quantità di escrementi umani depositati all'aperto a causa dell'inadeguato accesso ai servizi igienici, contribuiscono direttamente all'insorgere di malattie e agli elevati costi delle spese mediche.

Altre donne hanno raccontato ad Amnesty International quanto sia umiliante lavarsi di fronte ai parenti e ai bambini.

Anche alla luce del giorno, i bagni pubblici sono scarsi e molto lontani. Secondo fonti ufficiali, solo il 24 per cento degli abitanti degli insediamenti informali di Nairobi ha accesso a servizi igienici in casa.

Nonostante alcuni elementi positivi, le politiche adottate del Kenya riguardo ai risultati prefissati dagli Obiettivi di sviluppo del millennio non tengono conto delle specifiche necessità delle donne che vanno incontro alla violenza a causa della mancanza di servizi igienici adeguati e non affrontano la mancata applicazione delle direttive che impongono ai proprietari delle case e dei terreni di fornire questi servizi.

"C'è una differenza profonda tra quello che il governo dice di voler fare e quello che succede ogni giorno negli insediamenti abitativi precari" - ha sottolineato Odongo. "Le politiche nazionali del Kenya riconoscono il diritto ai servizi igienici, attraverso leggi e regolamenti in vigore. Tuttavia, a causa di decenni di mancato riconoscimento ufficiale degli insediamenti, in queste aree quelle leggi e quei regolamenti non vengono applicati, permettendo ai proprietari delle case e dei terreni di evitare ogni sanzione per non aver messo a disposizione bagni e docce".

Nonostante le politiche nazionali sulla terra, l'incertezza sui titoli legali costituisce a sua volta un problema perdurante per gli abitanti e fa sì che i proprietari delle case e dei terreni non abbiano alcun incentivo a fornire servizi igienici adeguati e a incrementare le misure di sicurezza.

Amnesty International chiede al governo del Kenya di rendere più vincolanti le norme che impongono ai proprietari di costruire servizi igienici e bagni negli insediamenti, anche attraverso contributi economici ai proprietari non in grado di sostenerne i costi.

Il governo deve inoltre adottare misure immediate per migliorare la sicurezza, l'illuminazione e le attività di polizia e garantire che le autorità competenti agiscano in modo coordinato per migliorare la fornitura di acqua e di servizi igienici negli insediamenti.

Entrambi i rapporti fanno parte della campagna globale "Io pretendo dignità", che intende porre fine alle violazioni dei diritti umani che creano e acuiscono la povertà. Nell'ambito di questa campagna, Amnesty International chiede a tutti i governi di porre fine agli sgomberi forzati, garantire eguale accesso ai servizi pubblici per le persone che vivono negli insediamenti abitativi precari e assicurarne la partecipazione attiva alle decisioni riguardanti le loro vite.

Inter for Emergency: la Champions League per i bambini di Goma,nella Repubblica Democratica del Congo

Ancora una volta, F. C. Internazionale affianca e sostiene Emergency. Lo fa attraverso il simbolo vincente della Uefa Champions League 2009-2010, che verrà esposta al pubblico nella Sala delle Colonne della Banca Popolare di Milano.

Dall'8 al 21 luglio weekend inclusi, dalle ore 10 alle 21 (il 14 luglio fino alle ore 17), i tifosi potranno scattare la loro foto ricordo con la Coppa dei Campioni d'Europa e al tempo stesso donare il proprio contributo a favore della costruzione di un Centro pediatrico per offrire assistenza sanitaria ai bambini fino a 14 anni di età a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, in un'area dove la guerra ha portato 500 mila profughi.

Il Centro, che fa parte della Rete regionale di pediatria e cardiochirurgia che Emergency sta costruendo in Africa, sarà attrezzato anche con un ambulatorio cardiologico per lo screening dei pazienti affetti da cardiopatie congenite e acquisite, da trasferire per l'intervento al Centro Salam di cardiochirurgia di Khartoum, aperto da Emergency nel 2007.

Bastano 5 euro per contribuire a questo progetto, 10 se si desidera che la foto venga scattata e stampata da un fotografo professionista a disposizione del pubblico.

Per sostenere il Centro pediatrico di Emergency a Goma:
INTER FOR EMERGENCY
Dall'8 al 21 luglio
Tutti i giorni, dalle 10 alle 21 - il 14 luglio fino alle ore ore 17
Esposizione della Coppa della Champions League
Sala delle Colonne della Banca Popolare di Milano, via San Paolo 12, Milano
Conto corrente bancario intestato a EMERGENCY presso Banca Popolare di Milano n. 63500
IBAN IT37 O 05584 01600 000000063500
BIC BPMIITMM300

Fonte: Emergency