domenica 3 luglio 2011

AUMENTO ACCISE, CODICI: GLI ITALIANI PAGANO ANCORA PER LA GUERRA DI ABISSINIA DEL 1935

L’associazione vaglia l’ipotesi di chiedere al governo la restituzione delle somme versate dai  contribuenti per eventi di vecchia data.

“L’aumento delle accise ci stupisce e ci destabilizza - dichiara il segretario nazionale del codici, Ivano Giacomelli –. Il Governo ha messo in atto un provvedimento che costerà caro agli italiani. Ricordiamo che le accise sono state istituite nel corso degli anni con lo scopo di finanziare diverse emergenze: dal 1935 al 2004. E mentre le ragioni che avevano portato all'introduzione della nuova tassa si sono "estinte", gli aumenti in questione sono stati trasformati di fatto in entrate ordinarie per l'erario”.

Andando nel dettaglio,vediamo quali sono gli eventi che i consumatori pagano attraverso le accise

Evento                                         Aumento

Guerra di Abissinia del 1935     1,90 lire

Crisi di Suez del 1956                 14 lire

Disastro del Vajont del 1963       10 lire

Alluvione di Firenze del 1966      10 lire

Terremoto del Belice del 1968    10 lire

Terremoto del Friuli del 1976       99 lire

Terremoto dell'Irpinia del 1980     75 lire

Missione in Libano del 1983        205 lire

Missione in Bosnia del 1996        22 lire

Rinnovo del contratto degli
autoferrotranviari del 2004            39 lire (0,020 euro) 

TOTALE: 486 lire al litro
pari a 0,25 euro

Sostanzialmente, l’accisa incide già per circa il 48% sulla formazione del prezzo. Complessivamente, la componente fiscale (IVA inclusa) varia dal 50% per il gasolio al 56% per la benzina.

Siamo stanchi di tali aumenti ingiustificaticommenta l’AVV. Carmine Laurenzano, Responsabile Ufficio Legale Nazionale Codici- e annunciamo che Codici sta vagliano seriamente l’ipotesi di chiedere al Governo la restituzione delle somme versate dai cittadini per eventi di vecchissima data come la guerra in Abissinia. Riteniamo ridicolo e illegittimo che i cittadini debbano ancora pagare per eventi, quali la crisi di Suez e il disastro del Vajont. Inoltre invitiamo il Governo ad introdurre meccanismi di ammortizzazione delle speculazioni”.

SANZIONE DI 100.000 EUR AL SEN.LANNUTTI: ANCHE CORTE APPELLO DI ROMA SMONTA TEOREMA DIFFAMATORIO DUO CARDIA-CONTI,CONTRO PRESIDENTE ADUSBEF COLPITO DA COLLAUDATA MACCHINA FANGO OPERANTE IN CONSOB.

Dopo la Corte di Appello di Perugia, che il 10 giugno 2010 avevano annullato la sanzione di 100.000 euro,notificata dalla Consob il 30 novembre 2009 contro il Presidente Lannutti per turbativa di mercato perchè aver osato denunciare i derivati avariati di Unicredit alle Procure della Repubblica, anche la Corte di Appello di Roma, 1°Sezione Civile Volontaria Giurisdizione Presidente e Relatore Cons. Corrado Mafffei, in data 14 giugno 2011 ha annullato la delibera 17071 con cui Consob aveva sanzionato Adusbef e il suo presidente per Manipolazione dei mercati ex art. 187 ter d.lgs 58/98 TUF su esposto UNICREDIT.

Le limpide pronunce delle Corti di Appello, che hanno annullato il procedimento Consob relativo al ricorso del Presidente Adusbef e senatore dell'Italia dei Valori Elio Lannutti, per l'astronomica somma di 100.000 euro per aver reso dichiarazioni a tutela dei risparmiatori successivamente alla messa in onda della puntata di "Report" (14 ottobre 2007) che aveva messo in luce come le banche avessero piazzato in maniera criminale a imprese ed enti locali i prodotti derivati cagionandone l’insolvenza o profondi buchi di bilancio, dimostrano l’eistenza di una volontà diffamatoria verso uno strenuo difensore dei risparmiatori,che aveva messo in luce un rapporto collusivo tra Consob, banche e molte imprese vigilate.

Emerge sempre più netta,anche per l’evidenza data alla notizia sanzionatoria sulle prime pagine dei mass media, italiani e stranieri del 1 dicembre 2009, una ben collaudata macchina del fango, operante all’interno della Consob,ordita dai vertici di Unicredit ed eseguita dall'ex banchiere di Intesa San Paolo, Vittorio Conti, che firmando la sanzione, su diretto mandato del signor Profumo aveva lo scopo di punire ed infangare il buon nome di Adusbef e del suo presidente, che si battono senza tregua contro truffe, frodi ed abusi quotidiani dei banchieri a danno dei risparmiatori.

Si consideri che analoga sanzione inflitta dalla Consob all'ex presidente della Corte Costituzionale Antonio Baldassarri, accusato di manipolazione del mercato sui titoli Alitalia durante le trattative di acquisizione fallita da parte di una cordata di imprenditori, ha avuto sulla stampa un risalto inferiore di neppure un decimo rispetto alla diffusione della sanzione all'Adusbef, a riprova della vera e propria macchina del fango, diretta dal duo Cardia-Conti, dietro specifico mandato di Unicredit,come risulta agli atti giudiziari e dalle pronunce delle Corti di Appello di Perugia e Roma.

Il 30 novembre 2010 ed il 1° dicembre, quando i mass media pubblicarono la notizia in maniera sproporzionata con la finalità di infangare la limpida attività di un'associazione come l'Adusbef che da oltre 20 anni si era battuta senza tregua contro truffe ed abusi a danno dei risparmiatori e delle famiglie, denunciando la plateale collusione dei banchieri con la Consob e la Banca d'Italia, il capo uffico stampa Consob si vantava con i colleghi giornalisti che quella sanzione sacrosanta per manipolazione del mercato sarebbe resistita all'appello, posto che nel 99 per cento dei casi, la magistratura di merito aveva sempre confermato le sanzioni Consob,a dimostrazione che il capo ufficio stampa Consob, ha avuto un ruolo primario ed evidente nella diffusione della notizia di sanzione costruita senza alcuna base giuridica e senza alcun riscontro dei fatti, come è doveroso per un'autorità che abbia la minima parvenza di autonomia, indipendenza e sia non collusa con gli interessi dei banchieri,dei Profumo di turno e delle imprese vigilate, come dimostrano con chiarezza le sentenze delle Corti di Appello.

Adusbef intenterà azione risarcitoria contro tutti i protagonisti di un teorema diffamatorio e denigratorio fondato sul nulla, chiamando in giudizio anche alcuni mass media, i quali mentre avevano dato ampio risalto alla sanzione nelle prime pagine, seppur informati,non hanno mai voluto pubblicare la sacrosanta rettifica imposta dall'articolo 10 legge 223/1990 (cosiddetta "legge Mammì"), che ha ridisciplinato quanto disposto dall'articolo 7 della legge n. 103 del 1975 e dalla stessa Carta dei Doveri del Giornalista.
Il Comitato Direttivo Adusbef

"GENUINO CLANDESTINO"

Prima presentazione nazionale di "Genuino Clandestino" (colore, 70 min) Ingresso libero - per chi vuole prenotare: genuino@insutv.it Il nuovo docu-film di insu^tv sui movimenti di resistenze contadine in Italia! Dopo "Una montagna di balle" Nicola Angrisano torna sul tema della difesa della salute e dell'ambiente contro la speculazione e il potere della grande distribuzione e delle multinazionali.  
 MERCOLEDI 6 LUGLIO ore 18.00
CINEMA MODERNISSIMO sala 1
Via Cisterna dell'Olio - centro storico di Napoli

Interverrano gli autori e alcuni dei protagonisti.

Decine di coltivatori, allevatori, pastori e artigiani si uniscono nell'attacco alle logiche economiche e alle regole di mercato cucite sull'agroindustria, per difendere la libera lavorazione dei prodotti, l'agricoltura contadina, l'immenso patrimonio di saperi e sapori della terra.

Da questa rete nasce la campagna "Genuino Clandestino", con donne e uomini da ogni parte d'Italia che si autorgnizzano in nuove forme di resistenza contadina.

Mentre la burocrazia bandisce dal mercato migliaia di piccoli produttori, il consumatore continua a subire, spesso inconsapevolmente, modelli di produzione del tutto inadeguati a garantire genuinità ed affidabilità dei cibi.

Attraverso il lavoro, le situazioni e le voci dei contadini "clandestini", insu^tv racconta questa campagna, semplice nel suo messaggio, ma determinata nelle sue forme, insieme alle implicazioni in materia di democrazia del cibo, sviluppo economico, salvaguardia dell'ambiente e accesso alla terra.

Vedi il trailer: http://vimeo.com/25883231

La Ragnatela offrirà degustazione dei cibi genuini e clandestini

Al termine della proiezione verranno distribuite le copie del film ai coproduttori

insu^tv

sabato 2 luglio 2011

BANCHE FALLITE NEGLI USA: Giugno 2011

Dall’inizio della crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti sono fallite 373 banche: 48 (2011); 157 (2010); 140 (2009); 25 (2008); (2007). In Gold we trust....
 Nel mese di Giugno 2011, sono fallite altre 4 banche. A chiudere i battenti, stavolta, sono state la Mountain Heritage Bank a Clayton (GA), First Commercial Bank of Tampa Bay a Tampa (FL), McIntosh State Bank a Jackson (GA), Atlantic Bank and Trust a Charleston (SC).

Dall’inizio del 2011, invece, sono stati 48 le gli istituti di credito americani a subire la procedura di diritto fallimentare e per quanto riguarda la loro collocazione geografica, non sorprende constatare che la maggioranza è situata negli Stati che maggiormente hanno subito le conseguenze della crisi nel settore immobiliare: Georgia (15), Florida (6), Illinois (4), California (3), Oklahoma (3), Wisconsin (3), Alabama (2), Colorado (2), Michigan (2), Washington (2), Arizona (1), Minnesota (1), Mississipi (1), Nevada (1), New Mexico (1), North Carolina (1)
 Il debito U$A in tempo reale:

BANCA
CITTÀ
STATO
CERT#
CHIUSURA
Mountain Heritage Bank
Clayton
GA
57593
24 giu 2011
First Commercial Bankof
 of Tampa Bay
Tampa
FL
27583
17 giu 2011
McIntosh State Bank
Jackson
GA
19237
17 giu 2011
Atlantic Bank and Trust
Charleston
SC
58420
03 giu 2011


Per consultare tutti i report: (Clicca qui)


MEDITERRANEO “SOLO LA SOCIETÀ CIVILE PUÒ CREARE UN FUTURO SOSTENIBILE”

Il messaggio all’incontro dell’Unione per il Mediterraneo appena conclusa a Barcellona

"Dobbiamo impegnarci ora se vogliamo che le persone di domani vivano in sicurezza e in un ambiente sano. E’ ora il tempo di investire per il futuro del Mediterraneo, ed è essenziale che la società civile sia parte integrante in questo processo d’investimento ". Così Mustapha Derdabi, dell'Associazione marocchina per la Protezione dell'Ambiente del Wilaya di Tetouan, ha riassunto gli intenti e le preoccupazioni dei molti presenti all’incontro dell’Unione per il Mediterraneo, tenutasi ieri a Barcellona, in Spagna. Esperienza senza precedenti a cui ha partecipato il WWF e altre associazioni ambientaliste della società civile mediterranea

I rappresentanti della società civile dell’ Albania, Croazia, Egitto, Francia, Italia, Libano, Montenegro, Marocco, Tunisia e dell'Unione europea hanno discusso e trovato un accordo sulla necessità di rafforzare la partecipazione delle ONG nelle politiche dell'Unione per il Mediterraneo

" La collaborazione tra ONG ambientaliste in Mediterraneo ha un’ enorme forza da impiegare se si vogliono apportare cambiamenti a livello regionale e globale. La società civile può contribuire in modo significativo a questo processo proprio in seno all'Unione per il Mediterraneo ", ha detto Wael Hmaidan di IndyACT, un gruppo attivista con sede in Libano. Il Mediterraneo è una delle più ricche regioni del mondo in termini di ambiente e risorse naturali, ma è minacciato dalla diminuzione delle risorse idriche, dal degrado degli habitat, dai rischi del cambiamento climatico. 

L’abbattere queste minacce e la necessità di sviluppare energie rinnovabili e sostenibili sono stati aspetti prioritari. 

"È emozionante seguire la rapida evoluzione di questa regione ed è essenziale che la società civile e le ONG interessate, ne siano parte e si rapportino con l’UPM. Un processo trasparente e di impegno sarà la chiave per fare enormi passi avanti in questo contesto geografico ", ha detto Agrasot Paloma, direttore del Programma Europeo di vicinato del WWF.

Il Mediterraneo è un ambiente condiviso da più paesi e comunità, un bene comune ma in forte sofferenza a causa degli impatti antropici che hanno anche effetti ambientali, sociali e economici. L’impegno come WWF, da condividere con tutte le comunità, è quello di proporre solide azioni di recupero sul territorio e sugli ambienti marini, di programmazione delle attività di pesca e del turismo per far tornare il Mediterraneo un luogo di qualità” – ha dichiarato Adriano Paolella direttore generale del WWF Italia.  

La discussione ha toccato anche la “primavera araba”, Il risveglio politico e la rivoluzioni che hanno caratterizzato quest'anno tutto il Medio Oriente e Nord Africa . La primavera araba ha ravvivato l'attenzione delle istituzioni sul ruolo fondamentale della società civile nel determinare cambiamenti reali e profondi. Costruire una sensibilità ambientale nella società civile di tutto il Mediterraneo è un bisogno fondamentale e ciò deve, quindi, spingere ad un maggiore coinvolgimento delle ONG ambientaliste nelle fasi decisionali e d’indirizzo.   

"Dobbiamo continuare a promuovere la partecipazione delle ONG per potenziare la società civile attraverso la formazione e capacity-building" ha detto Michal Sagiv di Amici della Terra

Il WWF ha chiesto all’Unione per il Mediterraneo di porre in particolare più attenzione nella regione a problematiche che non sono considerate prioritarie come cause di danno ambientale, una su tutte la pesca e i danni subiti dall’ambiente marino.  

Raül Romeva i Rueda, dei Verdi e Vice Presidente del Parlamento Europeo ha sottolineato la necessità che la società civile collabori a livello mediterraneo. "Paesi del Mediterraneo condividono un insieme comune di minacce Maggiore e rischi per la stabilità del loro ambiente e benessere.  Abbiamo molto da guadagnare da tesi Affrontare le sfide insieme, e traendo la società civile coinvolti nella conversazione su tutte le questioni ambientali - tra cui la pesca e Marine questioni urgenti sociali che spesso rimangono sommerse ", ha detto Romeva.

"La voce della società civile ha mandato un messaggio forte e chiaro in questi giorni a Barcellona," ha detto il Dott. Rafiq Husseini, Vice Segretario Generale per l'Acqua e l'Ambiente all'Unione per il Mediterraneo. "Coloro che sono coinvolti in seno all'Unione per il Mediterraneo dovranno incoraggiare questo processo di inclusione delle ONG ambientaliste nei processi di decisioni e nelle politiche che hanno un impatto diretto sulla vita dei cittadini di tutto il Mediterraneo". 


SPANISH REVOLUTION (VIDEO)

Il 15 maggio 2011 un gruppo di comuni cittadini appartenenti alla piattaforma web "Democracia Real ya!" organizzò una manifestazione pacifica per protestare contro la classe politica spagnola...


#spanishrevolution - movimento 15M from mikelee on Vimeo.
 

Fonte:http://www.disinformazione.it/

PARAPENDIO TUTTO ROSA IN LOMBARDIA E RADUNO PILOTI IN LIGURIA

Il 9 e 10 luglio sul monte Cornizzolo presso Suello (Lecco) qualcuno ha detto che voleranno le streghe, ma è del tutto vero.

Di sicuro torna She Fly, seconda edizione, grande raduno di donne pilota di parapendio. Se saranno streghe o meno, dipende dai punti di vista. L'evento è organizzato dal Parapendio Club Scurbatt in collaborazione con la Federazione Italiana Volo Libero con l'obiettivo di radunare da tutta Italia le ragazze che praticano questa disciplina ed attrarre quelle che vogliono vivere una prima esperienza di volo.

Uno speciale concorso, infatti, permetterà ad otto ragazze, tra le tante che intenderanno farlo, di provare gratis l'emozione del volo in biposto accompagnate da istruttori.

L'organizzazione punta a superare il record 2010 (80 partecipanti) con un programma ricco di nuove iniziative. Infatti She Fly è anche gara di precisione in atterraggio, è volare insieme per la gioia di volare, è approfondire argomenti specifici del volo libero, è rinfreschi e merende, è un servizio di baby club con educatori che intratterranno i piccoli mentre le mamme solcano i cieli.

Madrina d'eccezione dell'evento sarà l'attrice Paola Onofri, un'amica degli "Scurbatt" che in dialetto locale indica il corvo. Solo il maschio? No, anche la femmina.

Sempre il 9 e 10 luglio, nell'incantevole panorama dei monti attorno a Santo Stefano d'Aveto (Genova), è in programma Aveto in Aria, manifestazione organizzata da Aveto Turistico Sportiva e dal Volo Libero Settimo Cielo.

In seggiovia i partecipanti saliranno al Prato della Cipolla per poi raggiungere il decollo sul Monte Bue (1780 m). Apparirà uno scenario di incantevoli prati, pascolo libero di cavalli e mucche, con una limpida e purissima sorgente. Sarà un week-end dedicato alla natura, al relax ed all'amicizia, condividendo le emozioni del volo nel suggestivo scenario della Val D'Aveto.

I voli si chiuderanno con gare di precisione in atterraggio posto in un prato a centro valle in prossimità di un maneggio.