giovedì 30 giugno 2011

VITINIA (RM) - PER ANDARE AL BAR RINCHIUDE IL FIGLIO, AFFETTO DA GRAVI DISTURBI MENTALI, NEL GARAGE INSIEME AL CANE: ARRESTATO UN 56ENNE

Nella tarda serata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Ostia hanno arrestato un 56enne romano con le accuse di abbandono di incapace, sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia.

L'uomo, da tempo separato dalla moglie, per andare trascorrere la serata in un bar della zona ha pensato bene di rinchiudere nel garage il figlio, un ragazzo di 23 anni affetto da gravi turbe mentali.

La rimessa era stata adattata maldestramente in abitazione, ma versava in pessime condizioni igieniche vista anche la presenza al suo interno di un cane di grossa taglia. Il giovane, col trascorrere dei minuti, ha iniziato ad agitarsi e in preda allo stress ha demolito alcune suppellettili.

I vicini, preoccupati dei forti rumori, hanno avvisato il "112": i Carabinieri hanno trovato il ragazzo in una totale situazione di abbandono, in un locale reso insalubre anche a causa della presenza di numerosi escrementi di cane.

Per l'uomo sono scattate le manette ai polsi, mentre il ragazzo è stato affidato alla madre.

ANIMALI: LA FORESTALE SEQUESTRA UN CERCOPITECO DETENUTO ILLEGALMENTE IN VAL SESIA

L'esemplare di scimmia, trovato presso l'abitazione di un privato, ha un morso pericoloso ed in grado di trasmettere malattie letali per l'uomo come l'ebola o la febbre emorragica.

È stato scoperto e posto sotto sequestro dagli uomini del Comando Stazione di Trivero (BI) del Corpo forestale dello Stato un esemplare di cercopiteco illegalmente detenuto presso l'abitazione di un cittadino italiano residente a Sostegno (BI) in Val Sesia.

La scimmia, originaria dell'Africa centrale ed illecitamente prelevata in natura, è stata trasferita, con un mezzo idoneo al suo trasporto in dotazione alla Forestale, in un centro del WWF di Semproniano (Grosseto) dal nucleo specializzato del Servizio CITES, dove verrà inserita in gruppo con altri esemplari della stessa specie.

L'animale, appartenente ad una specie tutelata dalla Convenzione di Washington (CITES), è un primate di media grandezza che può arrivare fino a 5 chilogrammi di peso. Da giovani sono esemplari di piccole dimensioni ed estremamente socievoli, da adulti diventano aggressivi, dal morso pericoloso in grado di trasmettere malattie anche letali per l'uomo, quali l'ebola, la febbre emorragica e le epatiti.

Per tali motivi sono state adottate tutte le misure sanitarie necessarie dal personale del Servizio CITES del Corpo forestale dello Stato e da quello dell'Azienda Sanitaria Locale di Vercelli intervenuta sul posto, anche perché è stato accertato che la scimmia aveva già morso il suo incauto padrone. Pertanto sono state predisposte una serie di esami sanitari che verranno analizzati in un centro specializzato in Olanda.

L'uomo è stato denunciato alla Procura di Vercelli per importazione illegale di specie protette dalla Convenzione di Washington e detenzione di animali pericolosi per la salute e la pubblica incolumità e ora rischia l'arresto da tre mesi ad un anno e l'ammenda da 10 a 100mila euro.

SCOPERTA INGENTE EVASIONE FISCALE PER CIRCA 14 MILIONI DI EURO

Controlli fiscali ed antiriciclaggio sulle società finanziarie ed immobiliari. Scoperta ingente evasione fiscale per circa 14 milioni di euro, amministratore nascondeva i guadagni al fisco facendo sparire i documenti contabili relativi alle fidejussioni emesse

Una analisi d'intelligence del territorio della Bassa Ciociaria e dell'Alta Terra di Lavoro, posta in essere dai militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Frosinone, ha permesso di rilevare, negli ultimi tre anni, un consistente aumento statistico degli operatori finanziari, a fronte di una crisi occupazionale ed imprenditoriale locale senza precedenti.

Tali operatori, quali società finanziarie, negozi di mutui e prestiti, intermediari, mediatori creditizi, agenzie immobiliari che prestano anche servizi finanziari, imprese di credito al consumo, sono sempre più diffusi nella provincia di Frosinone, e l'anomalia del loro incremento emerge dall'incrocio di dati forniti da autorevoli istituti e centri di statistica e demografia.

La loro diffusa presenza, pur risultando nella maggior parte dei casi legittima, ha richiesto un attento monitoraggio da parte delle Fiamme Gialle frusinati, per evitare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata ed economica nel delicato settore, che è fortemente esposto al rischio di riciclaggio di denaro sporco.

A seguito di controllo nei confronti di una delle società finanziarie cassinati, è stata scoperta un'ingente evasione fiscale.

L'amministratore, infatti, ha sottratto alla collettività ben quattordici milioni di euro, in soli due anni.

A tanto ammontavano i guadagni sottratti all'imposizione diretta.

L'operatore finanziario, inoltre, ha evaso oltre sei milioni di euro ai fini dell'Imposta sul reddito delle attività produttive (IRAP).

La tecnica di frode al fisco utilizzata consisteva nell'occultare la contabilità fiscale, rendendo difficile la ricostruzione del volume d'affari sviluppato.

Le Fiamme Gialle, tuttavia, avuta notizia del notevole numero di polizze fideiussorie emesse, iniziavano una minuziosa attività d'indagine ricercando ogni traccia dei guadagni degli amministratori.

Si è così riusciti a ricostruire la notevole mole di ricavi occultati dagli evasori, facendo ricorso ad investigazioni sui conti correnti bancari, sui titoli posseduti, su quelli emessi, e sui documenti rinvenuti.

Gli elementi probatori emersi, nonostante l'inesistenza di dichiarazioni dei redditi, di bilanci ufficiali depositati e di libri e registri contabili, hanno permesso di contestare all'amministratore dell'impresa le violazioni fiscali ricostruite.

L'esito delle indagini fiscali e bancarie è stato ovviamente comunicato all'Agenzia delle Entrate, che svolgerà i propri adempimenti per il recupero delle ingenti somme sottratte alla collettività, provvedendo all'emissione dell'avviso di accertamento, alla riscossione ed all'emissione di misure cautelari sui beni.

L'amministratore, un sessantenne originario della provincia di Caserta, rischia di sostenere un processo ad esito del quale può essergli comminata una condanna alla reclusione fino a tre anni per la dichiarazione infedele.

Le indagini della Guardia di Finanza nel settore delle società finanziarie, tuttavia, non finiscono qui: il comparto economico, delicatissimo per la provincia di Frosinone, anche a causa del difficile accesso al credito e del latente fenomeno dell'usura, in notevole crescita, viene attentamente vigilato, per garantire le migliori condizioni di concorrenza e legalità al mercato del credito.

E' ancora in fase di esame la regolarità dell'operatore dal punto di vista della normativa bancaria, che potrebbe portare alla segnalazione dell'impresa e del suo amministratore all'Autorità di Vigilanza del settore, costituito dalla Banca d'Italia, che potrebbe radiarlo dall'Albo ed inibirgli di continuare ad operare nel settore.

mercoledì 29 giugno 2011

“UN REFERENDUM PER ABBATTERE IL PORCELLUM” SOCIETÀ CIVILE E WEB LANCIANO RACCOLTA FIRME

Secondo Enrico De Mita, professore emerito di Giurisprudenza presso l'Università Cattolica di Milano, "di fronte all'inerzia del Parlamento non c'è niente di meglio che l'abrogazione popolare di una legge elettorale sconcia". Il 30 giugno il Comitato referendario inizia l'iter per arrivare alla consultazione popolare. Su Internet le iniziative di Valigia blu e Libertà e giustizia

“Esiste nel nostro ordinamento una legge elettorale maggioritaria talmente sconcia che è stata battezzata ‘porcellum’” e che “è l’esempio classico di una vicenda irrazionale che sollecita un referendum abrogativo”. A proporre un’altra consultazione dopo il successo dei quesiti su acqua, nucleare e legittimo impedimento non è un comitato referendario, ma Enrico De Mita, professore emerito di Giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano, che ieri ha lanciato l’appello dalla prima pagina del Sole 24 Ore. Un parere autorevole che si unisce alle voci che in Rete e nella società civile chiedono l’abrogazione della legge elettorale.  

L’iniziativa principale è Io Firmo. Riprendiamoci il voto promossa dall’ex senatore Ds Stefano Passigli del Comitato per il Referendum sulla legge elettorale che evidenzia i quattro principali difetti del Porcellum: le liste bloccate, il premio di maggioranza, le deroghe alla soglia di sbarramento e l’obbligo di indicazione del candidato premier. L’obiettivo sono 500mila firme e sul sito è possibile leggere i tre quesiti. Nei prossimi giorni sarà poi disponibile online la lista dei punti dove verranno raccolte le firme, mentre gli organizzatori stanno procedendo all’invio dei moduli negli 8.094 comuni d’Italia. “Il 30 giugno è la data ufficiale di inizio ed entro il 30 settembre dovremo depositare le firme presso la Corte di Cassazione”, spiega Passigli che ricorda l’importanza dell’onda lunga di Internet: “Il fermento per questo referendum viene dalla Rete e dall’innovazione tecnologica. Anche se l’ultima consultazione non avesse raggiunto il quorum, noi avremmo comunque proposto l’abrogazione del Porcellum per via referendaria. E sono tanti gli italiani che dall’estero vogliono partecipare. Il problema sarà l’autenticazione delle loro firme, di cui può occuparsi solo il consolato". 

Ma c’è dell’altro. Infatti qualche settimana fa Valigia blu e Libertà e giustizia hanno lanciato il sito www.ridatecilanostrademocrazia.it, l’appello permanente per cambiare la legge elettorale che su Facebook ha già raggiunto i 30mila fan. I promotori hanno inviato un messaggio anche a Giorgio Napolitano e, nel caso in cui entro le prossime politiche si torni a votare con questa legge, hanno pensato alla certificazione “No Porcellum” da riconoscere ai partiti che si impegneranno a fare le primarie e selezionare i candidati rispettando la volontà degli elettori. L’obiettivo è dire basta alle liste bloccate: “Ridateci la sovranità che ci appartiene – scrivono sul web – perché vogliamo riprenderci il diritto di scegliere chi ci rappresenta in Parlamento”, si legge nelle pagine del sito.  

La reazione dal basso prosegue anche su altre pagine Facebook, dove gli utenti insistono sul ritorno delle preferenze e si organizzano a livello locale per i tavoli di raccolta firme. Ma secondo Giovanni Sartori, membro del Comitato, il vero scandalo del Porcellum risiede nel premio di maggioranza perché “falsifica i risultati elettorali attribuendo i seggi a una minoranza”. Invece, per il politologo, “possiamo discutere sulle liste bloccate, ma quando c’erano le preferenze pochi italiani sceglievano i candidati e a sud in molti casi si trattava di voti di scambio". 

I cittadini, come per i quesiti di due settimane fa, hanno preso in mano la situazione e condividono informazioni sulla necessità di una nuova legge. Consapevoli dei propri diritti e senza più fiducia nella classe politica, vogliono esprimersi e decidere in prima linea. Enrico De Mita sul Sole osserva che “nell’inerzia del Parlamento non c’è niente di meglio che l’abrogazione popolare, facendo risolvere il problema dai cittadini. Quanto meno si apre nel Paese una discussione chiara”. Un’affermazione indirettamente confermata anche dall’autore della legge Roberto Calderoli che qualche giorno fa ha rimesso la responsabilità della legge nelle mani dell’intera classe politica: Vengo accusato di avere fatto la madre di tutti i mali, il Porcellum – ha detto – ma credo che sotto sotto non ci sia segretario di partito che non fosse contento per le liste bloccate. La ragione dell’urgenza risiede nella realizzazione della democrazia, dove i cittadini hanno il diritto di scegliere da chi essere rappresentati, diversamente da quanto accade oggi. Prosegue De Mita: “E’ meglio un referendum che una situazione come quella attuale, dove i diritti dei cittadini non sono tutelati nella scelta delle persone, dove si assiste a passaggi indecorosi da uno schieramento all’altro".

di Eleonora Bianchini

FINANZIARIA, QUANDO BERLUSCONI CONSIDERAVA IL TICKET SUL PRONTO SOCCORSO UNA VERGOGNA

Quando Prodi introdusse lo stesso provvedimento contenuto nella finanziaria del governo, il centro-destra insorse. "Un provvedimento inaccettabile", tuonava il premier. “No allo scippo del ticket al Pronto soccorso”, incalzava la Brambilla. E Bondi accarezzava addirittura l'idea di un referendum popolare contro "l'odiosa decisione"

Teatro Capranica di Roma, 26 gennaio 2007. Attorniato da fan e telecamere, Silvio Berlusconi sfodera la biro e mette la sua firma contro l’ennesima “ingiustizia” varata dal governo Prodi: il ticket sul pronto soccorso. Un “provvedimento inaccettabile”, identico però a quello riproposto oggi da Berlusconi medesimo, nella bozza di legge finanziaria circolata ieri: 25 euro a carico del paziente in caso di codice bianco (vale a dire, quando una persona arriva al pronto soccorso per un problema non urgente che potrebbe essere risolto dal medico di famiglia). Stesso discorso per il ticket sulle visite specialistiche: dieci euro, oggi come allora. 

Come cambia la vita fra opposizione e governo, soprattutto per uno come Berlusconi, specialista del ramo promesse, ma assai meno efficace sul fronte delle realizzazioni concrete. Sul ticket in versione Prodi, allora il centrodestra fece fuoco e fiamme: uno “scippo”, una “vergogna”, una scelta “aberrante”, lo definirono i colonnelli del Pdl. Non mancarono gli strali di Giulio Tremonti, l’attuale ministro dell’Economia che ha rispolverato la tassa. Il 18 ottobre 2006 si presentò a Porta a porta in un faccia a faccia con l’allora ministro della sanità Livia Turco, per invocarne l’eliminazione, dato che per i cittadini “il pronto soccorso è l’anticamera dell’inferno". 

A organizzare la raccolta di firme furono i Circoli della libertà di Michela Vittoria Brambilla, oggi ministro del Turismo: “No allo scippo del ticket al Pronto soccorso”, tuonò il 29 dicembre 2006 lanciando l’iniziativa che finalmente dava “voce a chi è chiamato a subire l’ennesima vessazione". 

Un mese dopo, incassato l’autografo di Berlusconi, la Brambilla annunciò che le adesioni stavano andando a gonfie vele: “Gli italiani hanno dimostrato di considerare questo ticket la più clamorosa iniquità tra le tante varate dalla Finanziaria di Prodi”. E accarezzò l’idea di un referendum abrogativo, che trovò subito d’accordo il coordinatore del partito (all’epoca ancora Forza Italia) Sandro Bondi: “Sì a un referendum per l’abolizione dell’odioso ticket sul pronto soccorso".   

I Circoli della libertà commissionarono anche un sondaggio al centro studi Sintesi, dal quale emerse che circa il 60 per cento degli italiani era poco o per nulla d’accordo sulla nuova tassa: “I nuovi ticket sulla sanità sono scandalosi”, commentò la Brambilla, “anche perché scaricano sulle spalle dei cittadini i costi di una spesa sanitaria fuori controllo” (26 gennaio 2007).    

Il critico più feroce fu però Maurizio Gasparri, attuale presidente del gruppo Pdl al Senato. Che denunciò con foga “i nefasti effetti della Finanziaria, quale ad esempio l’immediato varo dei ticket che deve pagare chi si reca in un pronto soccorso” (6 gennaio 2007). “Una vergogna, l’ennesima del governo di centrosinistra”, che si accanisce contro “le fasce deboli” (3 gennaio 2007). In sintesi: una”finanziaria raccapricciante” (3 settembre 2006), o peggio una “macelleria sociale” (4 settembre 2006). Perché, si accalorava Gasparri il 2 settembre 2006, “la scelta di aumentare ogni genere di ticket per la sanità, introducendo addirittura il pagamento per chi si rivolge al pronto soccorso” è semplicemente “aberrante".  

Durante il dibattito parlamentare sulla Finanziaria del centrosinistra, un protagonista della battaglia contro il provvedimento oggi resuscitato dalla sua stessa parte politica fu Renato Schifani. Era il capogruppo di Forza Italia al Senato, oggi presiede la stessa assemblea. Il 5 dicembre 2006, ignaro del dispiacere che cinque anni gli avrebbero dato Berlusconi e Tremonti, dichiarava solenne: “Ci batteremo perché l’eliminazione del ticket sia integrale e comprenda anche il codice bianco. Tassare chi sta male è davvero insopportabile. E solo il governo Prodi poteva riuscire a proporre con questa Finanziaria una tassa del genere”. Già, solo il governo Prodi.

di Mario Portanova

martedì 28 giugno 2011

BORTOLUSSI: I 9,5 MILIONI DI INCAPIENTI RISCHIANO DI PAGARE PIU' TASSE

Con la riforma fiscale ipotizzata dal Governo Berlusconi, i 9,5 milioni di incapienti, ovvero i contribuenti che per effetto delle detrazioni o degli oneri non versano l’Irpef, rischiano di pagare più tasse.

A denunciare questo pericolo è il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, dopo aver visto i risultati emersi da una simulazione effettuata dal suo Ufficio studi. I dati sono i seguenti: secondo la CGIA, i contribuenti italiani che non pagano l’Irpef, vale a dire che rientrano nella cosiddetta “no tax area”, sono 8,5 milioni.

Oltre a questi si devono aggiungere anche coloro (circa 1 milione) che superano i limiti di reddito individuati dalla “no tax area”, ma non pagano comunque l’Irpef per effetto delle detrazioni dei famigliari a carico.

Nell’ipotesi che la riforma fiscale preveda una riduzione delle aliquote Irpef e un aumento dell’Iva di un punto (per le aliquote del 10 e del 20%), i nuclei familiari che rientrano nella “no tax area” non avranno nessuna diminuzione dell’imposta sul reddito, mentre subiranno un aumento dell’Iva. Tenendo conto dei consumi medi delle famiglie italiane calcolati dall’Istat, la CGIA ha cercato di quantificare gli eventuali aumenti di imposta che “patiranno” due tipologie familiari molto diffuse tra gli incapienti:

a ) pensionato single con un assegno di 500 euro al mese;

b) famiglia composta da due coniugi e un figlio a carico con un reddito complessivo annuo di 18.000 euro (realizzato in parti uguali dai 2 coniugi).

Nel primo caso l’aggravio fiscale sarà di 44 euro l’anno, nel secondo caso di 131 euro.

In termini assolutisottolinea Giuseppe Bortolussisono importi molto contenuti, ma se rapportati ai livelli di reddito di queste famiglie costituiscono una riduzione del potere d’acquisto che rischia di penalizzare ancor più coloro che si trovano in queste difficilissime condizioni. Pertanto – conclude Bortolussi – se l’impianto della riforma sarà confermato, devono essere trovate subito delle misure di alleggerimento fiscale per queste categorie di contribuenti”.

WWF: NUOVE SPECIE IN NUOVA GUINEA

Sono oltre mille le nuove specie scoperte dal WWF in 10 anni nell'isola il cui straordinario patrimonio di biodiversità è purtroppo a rischio.

Tutti i colori della biodiversità: lucertole turchesi, chiocciole rosso fuoco, delfini rosa, rane verde smeraldo, gamberi arancioni o blu cobalto. E’ uno dei paradisi di biodiversità quello descritto dal nuovo rapporto del WWF “L’ultima frontiera: nuove specie scoperte in Nuova Guinea” lanciato oggi al livello internazionale e accompagnato da una gallery fotografica. Sono 1.060 le specie nuove per la scienza: 218 piante tra le quali 100 orchidee, 43 rettili, 12 mammiferi tra i quali una specie unica di delfino e 580 invertebrati, 134 anfibi  2 specie di uccelli e 71 pesci, incluso un raro squalo che vive lungo le rive di alcuni dei più impenetrabili fiumi

Il rapporto dimostra che le foreste e i fiumi della Nuova Guinea sono tra i più ricchi di biodiversità nel mondo. Ma ci ricorda che l'opera dell'uomo può distruggere anche luoghi ricchissimi come questi.

"Con questo rapporto lanciato nell'anno delle foreste il WWF mostra ancora una volta al mondo intero quale crimine stiamo commettendo " dichiara Massimiliano Rocco responsabile del programma Specie, TRAFFIC & Timber Trade del WWF Italia " con gli inarrestabili processi di deforestazione portati avanti senza scrupoli dalle foreste amazzoniche a quelle asiatiche o a quelle africane, in nome sempre più spesso di interessi privati e sottraendo così' alle economie locali e a popoli che abitano quelle foreste la possibilità di un futuro e negando lo sviluppo di processi di gestione sostenibile che possano garantire risorse primarie nel tempo e che possano anche contenere i fenomeni di emissione di gas nell'atmosfera. Altro aspetto critico della deforestazione che oggi è responsabile per ben un 18 % dei gas emessi nell'atmosfera". 

La Nuova Guinea - il terzo luogo al mondo per estensione di foreste pluviali dopo AmazzoniaCongo - è l'isola tropicale più grande della Terra ed è divisa tra due paesi, la Papua Nuova Guinea (orientale) e l'Indonesia (occidentale). L'isola rappresenta solo lo 0,5% della terraferma ma ospita oltre l'8% delle specie viventi secondo il WWF.