martedì 19 luglio 2011

APERTURA UFFICIALE DEI MONDIALI DI DELTAPLANO IN UMBRIA

A Sigillo, presso Perugia, è stata ufficialmente aperta la 18.a edizione dei campionati del mondo di deltaplano, mezzo tanto semplice, quanto apprezzato dagli appassionati perché permette di volare usando come motore le masse d'aria ascensionali.

La sfilata dei 150 piloti, dei loro accompagnatori, del team organizzatore e del gonfalone del comune, ha animato le vie della cittadina umbra, preceduto da una banda di tamburini. Il corteo è confluito nella piazza principale gremita all'inverosimile dove ai discorsi delle autorità locali e regionali, del CT della nazionale italiana, il varesino Flavio Tebaldi, e del rappresentante della Federazione Aeronautica internazionale, Flip Koetsier (Olanda), è seguito uno spettacolo fiabesco con contorni pirotecnici.

Nei giorni precedenti al centro organizzativo, posto in frazione Villa Scirca, si sono vissute ore di attività febbrile.

I 32 addetti ai lavori hanno proceduto alla registrazione dei piloti iscritti, con meticoloso controllo di documenti individuali, attestati di volo e tutto quanto previsto dalle norme vigenti in sede aeronautica.

Importante la verifica tecnica dei mezzi, operazione per la quale il comune di Sigillo ha messo a disposizione una palestra dove montare e controllare i deltaplani al riparo da agenti atmosferici.

Ad ogni pilota è stato consegnato un Live Traking, trasmettitore satellitare da installare a bordo del deltaplano e che permetterà di seguire in tempo reale lo svolgimento della gara su internet, come fosse una regata velica tra le montagne. Le tracce dei concorrenti saranno sovrapposte ad una dettagliata cartografia tridimensionale. Lo strumento ha anche una non secondaria funzione di sicurezza: in ogni momento l'organizzazione conoscerà l'esatta posizione dei mezzi in volo nel vasto comprensorio del Parco del Monte Cucco e di tutta la regione dove per due settimane si affronteranno piloti di 37 nazioni.

Agli azzurri resta il compito di difendere il titolo mondiale conquistato nel 2009 in Francia ed in particolare ad Alex Ploner, 35 anni, di San Cassiano (Bolzano), di confermare quello individuale.

MSF: LE AZIENDE FARMACEUTICHE CANCELLANO LE MISURE DI RIDUZIONE DEI PREZZI PER I FARMACI CONTRO L’HIV

Nei paesi a medio reddito i prezzi sono ora fino a dieci volte più alti

Numerose compagnie farmaceutiche hanno abbandonato i programmi di riduzione dei prezzi dei farmaci contro l’HIV nei paesi a medio reddito, come si legge nel rapporto pubblicato oggi da Medici Senza Frontiere e presentato alla Conferenza internazionale sull’AIDS IAS 2011, in corso a Roma.

Il rapportoUntangling the Web of ARV Price Reductions“ – che analizza i prezzi di 23 antiretrovirali attraverso le informazioni fornite da 19 produttori – mostra anche la costante tendenza alla riduzione dei prezzi per i farmaci non bloccati dai brevetti.

“Mentre si assiste a un costante progresso per ridurre i prezzi per i paesi piu’ poveri, si dimentica che un numero significativo di persone con HIV/AIDS vive in paesi che adesso sono esclusi dalla riduzione dei prezzi”, dichiara Nathan Ford , coordinatore medico della Campagna di MSF per l’Accesso ai farmaci essenziali.

La Tibotec/ Johnson & Johnson esclude tutti i paesi classificati come “a medio reddito” dalla riduzione dei prezzi. La Abbott esclude i paesi a basso reddito e quelli a medio reddito dalla riduzione dei prezzi per uno dei suoi farmaci. La ViiV (Pfizer + GlaxoSmithKline) non propone piu’ prezzi ridotti ai paesi a medio reddito, nemmeno quando i programmi sono totalmente finanziati dal Global Fund (Fondo Globale per combattere AIDS, TB e Malaria) o dal programma governativo degli Stati Uniti, PEPFAR.

La Merck ha appena annunciato che non applichera’ piu’ prezzi scontati per 49 paesi a medio reddito per il suo nuovo farmaco raltegravir. Questa mossa lascia fuori paesi con un gran numero di persone che vivono con HIV/AIDS, come l’India, l’Indonesia, la Tailandia, il Viet Nam, l’Ucraina, la Colombia e il Brasile. Oggi il Brasile paga 5.870 dollari a paziente all’anno solo per questo farmaco. Nei paesi meno sviluppati, Merck fa pagare 675 dollari a paziente all’anno per lo stesso farmaco, che e’ gia’ quattro volte il prezzo della tripla combinazione raccomandata come prima linea (TDF/3TC/EFV).

Cio’ accade sulla scia dell’accordo siglato la scorsa settimana tra la casa farmaceutica Gilead e il Medicines Patent Pool, che lascia fuori un certo numero di paesi in via di sviluppo e mira ad espandere l'accesso alle terapie antiretrovirali a prezzi accessibili attraverso la negoziazione delle licenze che possono essere utilizzate da produttori di farmaci generici.

MSF ha avviato programmi di trattamento dell'HIV in America Latina e in Asia più di dieci anni fa, e ha poi trasferito molti di essi alle autorità locali confidando nel fatto che i pazienti avrebbe potuto accedere al trattamento di cui hanno bisogno attraverso i programmi governativi. Molti pazienti in questi paesi, inoltre, sono in trattamento per l'HIV da molti anni, ed hanno ora bisogno di passare a nuovi farmaci, ma la presenza di brevetti su questi ultimi ne blocca l'accesso alla versione generica più economica.

"I programmi di riduzione dei prezzi attuati dalle societa’ farmaceutiche hanno dimostrato di non essere una soluzione a lungo termine", ha dichiarato Janice Lee, farmacista della Campagna di MSF per l'Accesso ai Farmaci Essenziali. "In presenza di brevetti e quando le aziende si rifiutano di tagliare i prezzi, i governi devono cominciare a non tenere conto dei brevetti per mantenere in vita le persone sieropositive".

'Le licenze obbligatorie' emesse da Tailandia e Brasile per i farmaci contro l’HIV nel 2006 e nel 2007 hanno contribuito notevolmente ad abbassare i prezzi. Ma nonostante il fatto che queste misure siano ammesse dalla normativa del commercio internazionale, i paesi che le hanno messe in atto si sono ritrovati vittime di ritorsione da parte delle aziende farmaceutiche e di altri governi.

Il rapporto di MSF contiene anche una buona notizia. Grazie alla continua concorrenza dei generici, il farmaco tenofovir ora costa 76 dollari all’anno a paziente, ed e’ meno caro rispetto allo zidovudina (AZT) che costa 88 dollari all’anno a paziente. Ciò significa che sta diventando sempre più accessibile anche per i paesi poveri passare all'utilizzo delle combinazioni raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) a base di tenofovir, abbandonando la stavudine (d4T), che ha significativi effetti collaterali a lungo termine.

Il prezzo di una combinazione fatta di una sola pillola da prendere una volta al giorno, contenente tenofovir, è sceso del 70% da quando l'OMS ha raccomandato di passare a trattamenti meno tossici cinque anni fa; per la precisione, si e’ passati dai 613 dollari ai 173 dollari di oggi per paziente all’anno.

"Stiamo vedendo che i prezzi dei farmaci continuano a diminuire quando i brevetti non costituiscono un ostacolo per la produzione di generici", dichiara Janice Lee, farmacista della Campagna di MSF per l'Accesso ai Farmaci Essenziali. "Queste riduzioni aumentano le possibilità di raggiungere il nuovo obiettivo delle Nazioni Unite di arrivare ad avere 15 milioni di persone in trattamento entro il 2015."

MSF fornisce il trattamento antiretrovirale a 170.000 persone in 19 paesi.

Il rapportoUntangling the Web of Antiretroviral Price Reductions” e’ disponibile on line (in inglese).

Fonte: http://www.medicisenzafrontiere.it

domenica 17 luglio 2011

L’AMANTE AUMENTA IL RISCHIO DI INFARTO, LA SCAPPATELLA MENO

L’andrologo Mario Maggi: “Attenzione al tradimento! Specie se il rapporto clandestino è consolidato. Il nuovo Levitra orodispersibile rappresenta l’ ultima novità farmacologica per il trattamento della disfunzione erettile, importante causa di crisi matrimoniali”.

Adulteri attenti: le relazioni extraconiugali, specie se consolidate possono avere uno sgradevole “effetto collaterale”: il rischio di infarto. Lo rivela uno studio italiano pubblicato a giugno 2011 sull’International Journal of Andrology che, per la prima volta, mette in relazione la durata del rapporto clandestino con i rischi per la salute. Le scappatelle risultano meno dannose quando non c’è più sentimento nei confronti della moglie tradita, codice rosso invece per chi è infedele ad una donna che lo ama. Fra le prime cause di crisi della coppia vi è la disfunzione erettile, un problema che colpisce oltre 3 milioni di uomini nel nostro Paese. Oggi può essere curata con efficaci farmaci orali, tra cui il nuovo vardenafil orodispersibile, compresse che si sciolgono facilmente in bocca senza necessità di acqua. “In estate aumentano le opportunità di vivere avventure fuori dal matrimonio che, da occasionali, possono trasformarsi in vere e proprie relazioni – commenta il prof. Mario Maggi, Direttore della SODC di Medicina della Sessualità e Andrologia presso l’AOU Careggi di Firenze e coordinatore dello studio –, ma pochi sanno che ci possono essere pericoli per la salute. La nostra ricerca ha dimostrato che il tradimento è un fattore di rischio indipendente di problemi cardiovascolari. Ed è più dannoso per chi mente a una partner cui è legato da un forte sentimento: il rischio triplica. Il prof. Mario Maggi ne parlerà domenica 10 luglio nella trasmissione “Benessere, il ritratto della salute”, in onda su Rete 4 a partire dalle 16.45.

“Negli uomini fedeli sembra che il testosterone svolga un ruolo protettivo e favorente la salute sessuale – continua il professore – sempre che la coppia sia affiatata fisicamente e psicologicamente. Una vita sessuale insoddisfacente si associa invece ad un aumento delle patologie cardiache”. E si tratta di una condizione comune a circa il 20% degli italiani, come risulta da una recente indagine di Doxapharma. I rimedi farmacologici, come appunto il Levitra, sono d’aiuto. “Il vardenafil orodispersibile – afferma il prof. Maggi – la più recente novità in questo campo disponibile in Italia da pochi mesi, rappresenta una innovazione terapeutica per il trattamento della disfunzione erettile. Si mette sulla lingua, si scioglie in bocca senz’acqua in pochi secondi e inoltre può essere assunto indipendentemente dai pasti. Questo consente di vivere la propria sessualità con maggiore libertà, elemento che certamente rafforza l’intesa”. I dati indicano che le defaillances si verificano con una certa frequenza anche nel maschio giovane: in questi casi è importante rivolgersi al medico. “Il compito dell’andrologo è inquadrare il sintomo del deficit erettile sotto il profilo psicologico e organico. Una disfunzione sessuale può essere addirittura una fortuna – afferma il prof. Maggi – perché è una spia utile che permette di cogliere precocemente patologie più importanti come ipertensione, diabete, ed eventi cardiovascolari anche gravi, che possono quindi essere identificati, diagnosticati e curati. Senza trascurare la sofferenza psicologica legata alla crisi della coppia, che può essere evitata anche grazie alla ricerca farmacologica che in campo andrologico ha prodotto importanti novità e miglioramenti terapeutici”. 

RIMEDI NATURALI PER SCOTTATURE SOLARI

Siamo all'inizio dell'estate può capitare di procurarsi qualche scottatura solare soprattutte con le prime esposizioni. Chi si dimentica la crema protettiva, chi non la usa contando sulla resistenza della propria pelle, chi si fa ingannare da una giornata calda ma coperta di nuvole... Le occasioni sono diverse e fin troppo facili e ci si ritrova la sera con la pelle arrossata, accaldata e dolorante, a volte persino con piccole vesciche e qualche linea di febbre.

Ecco quali sono i primi, semplici rimedi offerti dalla natura che danno grande sollievo

L'aloe vera è la prima “soluzione” naturale alle scottature. 

E' ideale per lenire l'irritazione cutanea provocata da un'eccessiva esposizione al sole: non a caso, questa pianta viene usata fin dai tempi più antichi per le sue proprietà cicatrizzanti, antinfiammatorie e lenitive.

Il gel di aloe viene ricavato dalla polpa delle foglie dell'aloe vera, che è la varietà di aloe più diffusa e più usata a scopo medico-cosmetico. Oltre ai prodotti in commercio, in realtà il gel di aloe si può ricavare anche da soli, se si ha la pianta: basta spezzare una delle foglie e spalmare il liquido che esce dalla polpa sulla pelle ustionata. Applicata sulla pelle scottata e sugli eritemi solari, l'aloe da un'immediata sensazione di sollievo e freschezza; nel giro di qualche ora, calma l'irritazione e accelera la guarigione.

Un'altra erba che ha effetti straordinari contro le scottature, l'infiammazione e gli eritemi solari è la parietaria, ottimo cicatrizzante e lenitivo naturale. Le foglie tritate possono essere usate per preparare un composto da applicare direttamente sulla pelle ustionata.

La lavanda aiuta la pelle ad autoripararsi, disinfettando le lesioni provocate dal sole. E lenisce il dolore. Basta procurarsi dei fiori di lavanda, metterli in infusione in poca acqua per 10 minuti e poi passare un panno imbevuto di quell'acqua, delicatamente, sulla zona della pelle scottata.

Per alleviare il bruciore e il malessere causati dalle scottature, è utile anche la calendula. Si possono assumere 50 gocce di tintura madre, disciolte in mezzo bicchiere di acqua. Anche le creme a base di calendula aiutano a lenire l'arrossamento e l'irritazione cutanea.

Anche il miele è efficace perché protegge la pelle scottata dalle infezioni. Allevia anche il dolore e favorisce la cicatrizzazione. Si può applicare direttamente sulla zona ustionata e coperto con una garza sterile, che va rimossa una volta al giorno.

Il succo della radice fresca di zenzero, infine, è ottimo contro le infiammazioni della pelle e la formazione di vesciche nelle scottature. Protegge anche dalle infezioni batteriche. Va applicato delicatamente sulla lesione con un batuffolo di cotone imbevuto.

Articolo tratto dal sito Mevita.it 

INCENDI BOSCHIVI: FLOTTA AEREA DELLO STATO INTERVENUTA SU 178 ROGHI IN UN MESE

Sono 20 gli incendi che nelle ultime 36 ore hanno richiesto l’intervento dei canadair ed elicotteri sulla gran parte delle regioni del centro-sud del Paese.

Nella giornata di ieri quattro roghi hanno interessato quattro diverse province della Sicilia, mentre due richieste sono arrivate dalla Sardegna e le restanti cinque rispettivamente da Calabria, Campania, Puglia, Umbria e Toscana.

Oggi i velivoli della Flotta aerea anti-incendio boschivo sono stati impegnati su 9 roghi: due in Puglia, nelle province di Bari e Foggia, entrambi già spenti, come pure quello divampato in Toscana, sulle colline di Montichiari nel lucchese, in Sardegna nella provincia di Oristano e nel cosentino in Calabria. Al momento risultano ancora attivi quattro degli incendi che hanno richiesto il concorso aereo, due nel siracusano, uno nel casertano e uno nel basso Lazio, su cui stanno operando quattro canadair, due idrovolanti fire-boss ed un elicottero S-64.

I piloti dei velivoli della Protezione civile nazionale continueranno ad assicurare il lancio d’acqua e liquido ritardante sulle fiamme dei roghi ancora attivi finché le condizioni di luce consentiranno di operare in sicurezza.

A un mese dall’avvio della campagna estiva anti-incendio boschivo, iniziata lo scorso 15 giugno, raggiunge quota 178 il totale delle richieste pervenute al Servizio Coordinamento Aereo Unificato (COAU) del Dipartimento della Protezione Civile dalle Regioni per avere supporto all’azione di spegnimento a terra degli incendi, attività di competenza delle diverse Amministrazioni regionali. Il maggior numero di richieste, pari al trenta per cento del totale, proviene dalla regione Sicilia, seguita da vicino dalla Sardegna (con il 27,5%) e a maggior distanza dalla Puglia (18%). L’attività complessiva dei Canadair ed elicotteri ammonta in un mese a circa 4.300 lanci, per un totale di oltre 23 milioni di litri di estinguente.

E’ utile ricordare che la maggior parte degli incendi boschivi è causata da mano umana, a causa di comportamenti superficiali o, spesso purtroppo, dolosi e che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare tempestivamente ai numeri di telefono d’emergenza 1515 o 115 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo.

venerdì 15 luglio 2011

CINECITTÀ, LA MANNAIA DELLA MANOVRA. E SPUNTA L’INCOGNITA DELLA SPECULAZIONE EDILIZIA

La fabbrica del sogno non si occuperà più di produzione. Doveva diventare l'Agenzia del Cinema Italiano e invece da spa a capitale interamente statale è stata posta in liquidazione e trasformata in una srl con un capitale sociale di 15 mila euro. Lavoratori preoccupati per il trasferimento al ministero dei Beni culturali.

Cinecittà addio? Forse. L’articolo 14 della nuova manovra rappresenta una mannaia per il mercato della celluloide. Cinecittà Luce – la società nata due anni fa quando Cinecittà Holding ha incorporato Filmitalia e l’Istituto Luce – da Spa, con capitale sociale di 75 milioni di euro, diventerebbe una Srl, con soli 15 mila euro. Questo significherebbe gestire l’Archivio, la distribuzione delle opere prime e seconde finanziate dal ministero, i documentari d’Archivio, la promozione all’estero, ma rinunciare del tutto a occuparsi di produzione con conseguente dimezzamento dei dipendenti. 

«La manovra potrebbe distruggere Cinecittà Luce – spiega Umberto Carretti, rappresentante sindacale Troupe Slc/Cgil – e ridurne drasticamente le funzioni. Il governo ci aveva dato ragione di credere che l’avrebbe trasformata nell’Agenzia del Cinema Italiano, ovvero l’ente preposto a indirizzare tutta l’attività del settore, sul modello del “Centre Nationale” francese. E invece, la manovra pone in liquidazione Cinecittà/Luce, Spa a capitale interamente statale, alla Fintecna, una Spa del Tesoro che non ha alcuna competenza in materia di cinema». 

Ma a spaventare i dipendenti è soprattutto l’assoluta mancanza di certezze: «Gli articoli che ci riguardano sono pieni di condizionali – continua Carretti –. “Potrebbe, dovrebbe”… Tutta questa confusione non fa che alimentare i nostri timori. Prima di tutto, c’è la questione dei ricollocamenti: Cinecittà Luce oggi ha 120 dipendenti; di questi, si presume che almeno la metà venga assorbita dal ministero dei Beni Culturali, ma con quali mansioni e a che titolo? Poi, c’è il problema del patrimonio immobiliare: Cinecittà Luce dispone di terreni che affitta alla società privata Cinecittà Studios, capitanata da Luigi Abete; un’importante fonte di sostentamento, sul cui destino la manovra di Tremonti non è chiara. La paura è che il Governo possa cederli a privati per realizzare progetti di ristrutturazione che prevedono alberghi, centri benessere, etc.».  

Ma proprio sulla questione dei terreni, mercoledì è intervenuto il ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan in audizione in Commissione cultura al Senato: “Nessuno smantellamento per Cinecittà”, ha promesso il ministro. «Ci ha rassicurati – spiega Patrizia Cacciani, rappresentante sindacale per Cinecittà Luce -, ma per il momento sono solo parole. Non ci resta che aspettare il decreto attuativo». 

Dal governo, dunque, arrivano timidi segnali di apertura, anche in seguito al sit in di protesta che i dipendenti di Cinecittà Luce hanno organizzato martedì davanti agli stabilimenti di via Tuscolana. Ma i dubbi e le paure dei dipendenti restano: «In qualità di rappresentante sindacale – continua Patrizia Cacciani –, non posso permettere che i miei colleghi, una volta ricollocati al ministero dei Beni Culturali, vadano incontro al demansionamento, o che alcuni di loro finiscano in cassa integrazione. Poi, c’è la questione della mission di Cinecittà Luce: tenevamo molto a che diventasse un ente, perché questo avrebbe dato all’industria cinematografica italiana maggiore autonomia, garanzie istituzionali di qualità e quantità. La verità è che lo Stato non ha mai dato a Cinecittà Luce una concreta prospettiva di rilancio, né una progettualità che la trasformasse nel famoso ente: per disinteresse, è rimasta la banale somma di tre società, Cinecittà Holding, Film Italia e Istituto Luce». 

Al momento, c’è chi ha paura che Cinecittà Luce possa ridursi a una specie di ufficio diritti, che si occupi solo da un punto di vista burocratico di gestire le immagini: «Sarebbe un errore grave – spiega ancora Patrizia Cacciani –, perché solo chi conosce bene questo patrimonio di immagini può occuparsene, anche per quanto riguarda la conservazione. Il ministro Galan ha garantito che Cinecittà Luce continuerà a custodire la library dell’Istituto Luce, a sostenere prime e seconde opere di registi e cineasti emergenti, a promuovere il cinema italiano all’estero. Ripeto, sono solo parole per il momento. Aspetteremo il decreto attuativo».

Per ora, dunque, continuano a tremare gli stabilimenti di via Tuscolana, che per decenni sono stati lo specchio di un Paese: un’Italia che ritrovava la capacità di guardare avanti con ottimismo e leggerezza e che scopriva la gioia di raccontarsi attraverso un film. Un passato lontano, a quanto pare.

Di Giovanni Luca Montanino

giovedì 14 luglio 2011

PRESUNTA FALSA CAMPAGNA DI VACCINAZIONE DELLA CIA METTE IN PERICOLO L’ASSISTENZA MEDICA

Medici Senza Frontiere condanna l’uso dell’assistenza medica per obiettivi militari.

Il presunto uso scorretto fatto dal Governo degli Stati Uniti di una campagna di vaccinazione organizzata in Pakistan per propositi anti-terroristici rappresenta un pericoloso abuso dell’assistenza medica che minaccia la fiducia di cui le organizzazioni mediche e gli operatori umanitari hanno bisogno per fornire supporto medico salvavita, ha dichiarato oggi l’organizzazione internazionale medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF).

Sia che la storia sia vera sia che sia falsa, la sola idea che un’azione di assistenza medica sia stata condotta con false pretese danneggia la percezione pubblica del vero obiettivo dell’azione medica,” afferma il Dottor Unni Karunakara, Presidente internazionale di MSF. “Con tutte le popolazioni in situazioni di crisi, è già sufficientemente difficile per le organizzazioni di aiuto e gli operatori umanitari avere accesso alle popolazioni in questione e guadagnare la fiducia delle varie comunità, specialmente di quelle più scettiche rispetto ai motivi di qualunque assistenza provenga dall’esterno." 

L’uso ingannevole dell’assistenza medica, inoltre, mette in pericolo tutti coloro che forniscono servizi medici essenziali e legittimi. Di più, condurre un’azione di nessun beneficio terapeutico o preventivo unicamente per motivi militari o d’intelligence viola l’etica medica, che invece prevede un’azione guidata unicamente dai bisogni dei pazienti, senza arrecare loro nessun danno. 

L’assistenza umanitaria imparziale richiede l’accettazione da parte di tutte le comunità e di tutte le parti in conflitto – sia che si tratti di governi nazionali, gruppi armati di opposizione, forze militari internazionali o anche di gruppi criminali. In tutti i conflitti e nei contesti estremamente politicizzati, l’accesso alle popolazioni può essere raggiunto solo grazie ad azioni che dimostrino come gli operatori umanitari agiscano unicamente negli interessi delle persone bisognose di assistenza.  

La presunta falsa campagna di vaccinazione organizzata dalla CIA rappresenta una grave manipolazione dell’azione medica,” prosegue il Dottor Karunakara. “Il rischio è che le comunità vulnerabili bisognose di servizi medici di base – ovunque esse si trovino – comprensibilmente si chiedano quali siano le vere motivazioni delle organizzazioni umanitarie e degli operatori sanitari. La potenziale conseguenza è che anche l’assistenza sanitaria di base, comprese le vaccinazioni, non raggiunga le persone che ne hanno maggiormente bisogno." 

Medici Senza Frontiere è un’organizzazione medico-umanitaria indipendente che fornisce assistenza alle popolazioni vittime di conflitti armati, epidemie, catastrofi naturali, esclusione dall’assistenza medica in più di 65 paesi.   

MSF lavora in Pakistan dal 1986, fornendo assistenza medica gratuita agli sfollati e ai rifugiati afghani, alle vittime del conflitto e alle persone con un limitato accesso all’assistenza sanitaria. Nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa e nelle zone tribali i team di MSF sono presenti nei distretti di Kurram Agency, Hangu, Lower Dir, Peshawar, Malakand e Swat.

MSF inoltre opera nelle provincie del Baluchistan e di Sindh. Le attività di MSF in Pakistan sono finanziate esclusivamente con fondi provenienti da donazioni private individuali e nessun finanziamento proviene da fonti governative, agenzie donatrici, da gruppi politici o militari.