giovedì 2 febbraio 2012

FAMIGLIE DISABILI INVIANO A NAPOLITANO TESSERE ELETTORALI

Decine di famiglie di disabili stanno inviando al presidente Napolitano la loro tessera elettorale in segno di protesta contro la disattenzione e le promesse mancate nei confronti della disabilità. L’iniziativa è partita qualche giorno fa da Marina Cometto, mamma di una donna di 38 anni con gravissima disabilità e presidente dell’associazione che porta il nome della figlia, Claudia Bottigelli. Un’azione partita su Facebook, e che, grazie alla rete, sta coinvolgendo decine e centinaia di famiglie, pronte a unirsi alla protesta, compiendo lo stesso gesto. A dare pubblicità alla notizia il sito di Redattore Sociale, che riprendiamo.

“Le scrivo per consegnare nelle Sue mani la mia tessera elettorale – si legge nel testo – che trova in allegato, non riconoscendomi più come cittadina nella politica attuale e non sentendomi più rappresentata da nessuna delle forze politiche presenti in questo momento”. Le ragioni della protesta riguardano i recenti interventi attuati o anche solo proposti nei confronti della disabilità, che mettono sotto attacco le principali conquiste legislative degli ultimi decenni. “Sono state emanate negli anni 80, 90, 2000 numerose leggi a tutela delle persone con disabilità – si legge ancora – l’inclusione nella società sembrava ormai un fatto concreto e pur con i limiti interpretativi potevamo affermare di essere un Paese da cui prendere esempio. Poi c’è stata, negli ultimi anni, una negativa svolta, che ha iniziato a cancellare diritti acquisiti, agevolazioni nate per offrire pari opportunità, benefici economici. E’ iniziata la caccia ai falsi invalidi, accusati di essere colpevoli dell’aumento eccessivo di indennità d’accompagnamento. Ma nel calderone ci sono finiti tutti, anche chi disabile lo è davvero”. Sono infatti partiti così molti tagli alla Sanità e ai servizi, con relative riduzioni alle autorizzazioni per gli ausili e protesi, ai fondi per gli assegni di cura, per i progetti di vita indipendente, per l’assistenza indiretta e per l’integrazione scolastica.

“Questo Governo, non politico ma definito tecnico, con il Decreto “Salva Italia” vuole andare oltre, mettendo in discussione l’indennità di accompagnamento e le pensioni, sia quella di invalidità che quella di reversibilità”. C’è però stata, ultimamente, la “goccia che ha fatto traboccare il vaso”: la proposta di imporre il ticket su pannoloni, ossigeno, alimenti per celiaci, ausili per diabetici, dispositivi per la rilevazione della glicemia: “molti di questi – si legge nella lettera – sono salvavita e la vita non si può salvaguardare a seconda del reddito, non in un Paese civile. Il ministro della Giustizia Severino, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha detto che dallo stato delle carceri si misura il grado di civiltà di un paese. Vorrei aggiungere che è da quanto e come si tutelano le persone più fragili che si misura non solo la civiltà di un Paese, ma il suo grado di umanità, condivisione e democraticità. E l’Italia non è certo ai primi posti. Restituisco quindi a Lei, Presidente, quale rappresentante del popolo italiano, a mia Tessera elettorale in segno di protesta pacifica verso le istituzioni: non voglio più prendere posizione per questa o quella appartenenza politica che si trovano d’accordo solo nell'ignorare le vere esigenze del popolo a cui dovrebbero essere di servizio e non voglio avere più responsabilità per aver privilegiato posizioni politiche che agiscono in modo discutibile. Non interpreti questa mia come una resa o rassegnazione: la sconfitta non è la mia!”. 

mercoledì 1 febbraio 2012

COSENZA - DENUNCIATE 16 PERSONE PER TRUFFA ED ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE SANITARIA

I Carabinieri del NAS di Cosenza hanno svolto una serie di controlli presso strutture sanitarie private accreditate che forniscono prestazioni in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale.

Le verifiche hanno consentito di accertare la commissione di una serie di truffe in danno dello Stato da parte di 4 case di cura ubicate in 3 comuni della costa tirrenica. In particolare, sono stati accertati casi di:

- prestazioni diagnostiche rimborsate nonostante non fossero previste nella convezione stipulata tra il SSN e la struttura, dove sono stati inoltre individuati soggetti che svolgevano attività medica di "fisioterapia" nonostante fossero privi di idoneo titolo professionale;
- interventi odontoiatrici eseguiti presso un centro dentistico in regime di day-hospital, registrati e rimborsati come ricoveri ordinari della durata di più giorni;
- terapie per il trattamento di patologie urinarie (litotrissia) e per la cura dell'infertilità nella coppia, erogate sebbene la struttura non riunisse i requisiti strutturali ed organizzativi previsti dalla normativa;
- registrazione, da parte di una casa di cura, di numerosi ricoveri effettuati "in urgenza" che, dagli accertamenti eseguiti dai Carabinieri del Nucleo cosentino, sono risultati ordinarie e programmate prestazioni ambulatoriali. L'indagine ha inoltre fatto emergere che tali ricoveri hanno spesso riguardato interi nuclei familiari di origine lucana e siciliana i cui componenti, di fronte alle domande poste dai militari operanti, hanno ammesso che le "degenze", lungi dal rivestire un carattere di urgenza sanitaria, erano in realtà state pianificate solo al fine di fornire assistenza ad un congiunto ricoverato.

Nel corso delle indagini i Carabinieri hanno acquisito numerose cartelle cliniche di pazienti, verificando sia gli aspetti legati agli esami eseguiti in regime di ricovero che quelli connessi alla conformità delle prestazioni effettuate.

In totale, sono state denunciate 16 persone: i legali rappresentanti ed i Direttori Sanitari delle 4 case di cura e n. 6 medici operanti presso il pronto soccorso di una delle strutture sanitarie, reputati responsabili di truffa ai danni del SSN, nonché altri 2 soggetti per aver esercitato abusivamente la professione sanitaria di fisioterapista.

Sono in corso ulteriori accertamenti tesi a quantificare il danno provocato all'erario. 


Fonte: http://www.carabinieri.it/Internet

CORTE DEI CONTI, LE SANZIONI MAI INCASSATE SONO UN TESORO DA 490 MILIONI | Ferruccio Sansa | Il Fatto Quotidiano

Parliamo delle condanne della procura contabile rimaste sulla carta. Soldi - si stima mezzo miliardo - di cui le casse pubbliche hanno diritto e di cui però non riescono a prendere possesso. Perché? Perché i condannati cercano di non pagare. E spesso ci riescono.

Corte dei Conti, le sanzioni mai incassate sono un tesoro da 490 milioni | Ferruccio Sansa | Il Fatto Quotidiano

RICICLAVANO AUTO DI LUSSO E SUV IN BIELORUSSIA, 12 ARRESTI CON L'OPERAZIONE "SWINDLE"

Acquistavano illegalmente auto di grossa cilindrata, prevalentemente suv delle marche più prestigiose, appartenenti a società di leasing e affittate ad aziende di servizi, falsificavano i documenti e le riciclavano in Bielorussia prima che ne venisse denunciato il furto.

La polizia stradale di Palmanova (Udine), coordinata dalla squadra di polizia giudiziaria del compartimento polizia stradale del Friuli Venezia-Giulia, ha arrestato 12 persone appartenenti all'organizzazione criminale che aveva organizzato la truffa, mentre altre 33 sono attualmente indagate.

Durante i 14 mesi dell'operazione "Swindle" (in inglese "truffa") gli investigatori avevano inoltre già effettuato due arresti in flagranza di reato e sequestrato 11 veicoli per un valore di circa 440 mila euro. Almeno 53 le auto trattate dalla banda per un ammontare complessivo di circa 2.650.000 euro.

L'indagine è iniziata nel novembre 2010, quando una pattuglia della stradale di Palmanova fermò per un controllo un suv che risultò appartenere ad una società di leasing e preso in affitto da un'azienda di servizi; inoltre l'autista, che non aveva nessun titolo per guidarlo, era stato in passato fermato alla guida di un veicolo analogo, successivamente rubato. Il suv fu sequestrato e l'uomo, denunciato in stato di libertà, venne messo sotto costante controllo.

Mesi di intercettazioni, appostamenti, pedinamenti, hanno permesso agli agenti di ricostruire la struttura, l'organizzazione e il modus operandi della banda.

I vertici dell'organizzazione erano in Bielorussia, rappresentati in Italia da un loro connazionale di 35 anni e da un italiano di 58. I due avevano una rete di collegamenti in tutto il nostro Paese, costituita da una serie di "procacciatori", in contatto con persone in difficoltà economiche che avevano legittimamente in uso le auto, le vendevano e, dopo che la consegna era giunta a destinazione, ne denunciavano il furto.

Ultimato l'acquisto, i due capi organizzavano il viaggio scegliendo gli autisti e fornendo loro documenti falsi e soldi necessari al trasferimento. L'atto di vendita e il certificato di proprietà venivano riprodotti dal falsario del gruppo, che disponeva di alcuni certificati in bianco rubati in un'agenzia di pratiche auto di Roma.

In questo modo il veicolo era "pulito" e poteva circolare senza problemi in tutta Europa: passava il confine vicino Trieste, e attraversava Slovenia, Austria, Repubbliche Ceca e Slovacca, Polonia fino a Vilnius (Lituania). Appena varcata la frontiera, prima ancora di entrare in Bielorussia, il mezzo veniva consegnato ad un membro locale dell'organizzazione.

Gli arresti sono stati eseguiti con la collaborazione delle squadre di polizia giudiziaria della stradale di Roma, Foggia, Teramo, Trapani e Modena, che hanno anche sequestrato computer, telefoni cellulari, chiavette usb, carte di credito e documenti già compilati di auto pronte per essere spedite.

All'indagine hanno collaborato anche gli organi di polizia lituana di Vilnius, di Minsk e del servizio Eurojust dell'Aia. 


Fonte: http://www.poliziadistato.it

IRAN: AMNESTY INTERNATIONAL DENUNCIA “ONDATA DI ARRESTI IN VISTA DELLE ELEZIONI PARLAMENTARI DEL 2 MARZO”

Amnesty International ha denunciato l'ondata di arresti di giornalisti e blogger in corso in Iran, nell'evidente tentativo di restringere la libertà d'espressione e impedire le critiche e un pubblico dibattito su questioni legate ai diritti umani e all'economia, nel periodo che precede le elezioni parlamentari del 2 marzo.

L'organizzazione per i diritti umani ha sollecitato le autorità iraniane a rilasciare tutte le persone arrestate nelle ultime settimane, a meno che non siano incriminate per un effettivo reato penale e processate secondo gli standard internazionali.

Amnesty International si è detta preoccupata anche per le dichiarazioni rilasciate l'8 gennaio dal ministro dell'Intelligence Heydar Moslehi, secondo il quale numerosi "sabotatori del processo elettorale" erano stati arrestati mentre "cercavano di portare a termine i complotti statunitensi contro la nona elezione parlamentare".

Tra le persone arrestate nelle ultime settimane, figurano:

Esmail Jafari, sindacalista, giornalista e blogger, arrestato il 28 dicembre dello scorso anno a Bushehr per iniziare a scontare una condanna a otto mesi di carcere inflittagli nel marzo 2009 per "reati contro la sicurezza nazionale";

Fatemeh Kheradmand, scrittrice; Ehsan Houshmandzadeh, sociologo curdo;  Saeed Madani, sociologo, ex prigioniero di coscienza e attivista dell'Alleanza religiosa nazionale. I tre sono stati arrestati il 7 gennaio;

Mehdi Khazali, figlio dell'ayatollah Abolghasem Khazali, membro del Consiglio dei guardiani, scrittore e blogger, arrestato per la quarta volta il 9 gennaio e picchiato nel corso dell'arresto;

Mohammad Solimaninia, traduttore e gestore di un network professionale simile a Linkedin, arrestato il 10 gennaio a Karaj;

Parastou Dokouhaki, ricercatrice, giornalista, blogger e attivista per i diritti delle donne,
arrestata il 15 gennaio;

Peyman Pakmehr, direttore del sito Tabriz News, arrestato il 17 gennaio a Tabriz. Dopo una settimana è stato rimesso in libertà provvisoria, ma dovrà rispondere dell'accusa di "propaganda contro il sistema";

Marzieh Rasouli, giornalista, arrestata il 17 gennaio per "reati contro la sicurezza nazionale" e attualmente detenuta nella sezione 2A della famigerata prigione di Evin, a Teheran;

Sahamoddin Bourghani, giornalista, arrestato il 18 gennaio e detenuto a Evin;

Said Razavi Faghih, ex leader studentesco e giornalista, arrestato tra il 17 e il 18 gennaio all'aeroporto internazionale di Teheran appena atterrato da Parigi, detenuto a Evin;

Shahram Manouchehri, arrestato il 19 gennaio e detenuto in località sconosciuta. 


Fonte: http://www.amnesty.it

MEDICI SENZA FRONTIERE. MALATTIE TROPICALI: MOLTA STRADA DA FARE PER SCONFIGGERLE

La Fondazione Gates ha tenuto ieri a Londra una conferenza stampa dal titolo “Uniti per combattere le malattie tropicali”, per sollevare l’attenzione sulle devastanti malattie tropicali che per troppo tempo sono state dimenticate. Tuttavia, dichiara l’organizzazione medico umanitaria Medici Senza Frontiere, l’ambizioso obiettivo di eliminare o controllare dieci malattie tropicali dimenticate sarà credibile solo quando verranno colmate alcune lacune cruciali.

Siamo lieti che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i donatori e le agenzie per lo sviluppo finalmente pongano attenzione sulle malattie tropicali dimenticate, ma siamo preoccupati dal fatto che si sia sorvolato su alcune sfide importanti per queste malattie”, dichiara Daniel Berman, vice direttore della campagna di MSF per l’Accesso ai Farmaci Essenziali. “Aumentare le donazioni di farmaci da parte delle compagnie farmaceutiche è parte della soluzione ma non è possibile eliminare o controllare malattie come il Chagas, il kala azar o la malattia del sonno senza aumentare il supporto ai programmi che identificano e curano i pazienti e maggiori investimenti per strumenti diagnostici e farmaci nuovi e migliori”.

Per eliminare in modo sostenibile questo tipo di malattie, bisogna sviluppare nuovi strumenti diagnostici e farmaci che possano essere utilizzati anche dal personale sanitario con poca formazione e in aree remote. Ad esempio, per diagnosticare la malattia del sonno è ancora necessario effettuare una dolorosa puntura lombare e per il momento non esiste un trattamento per via orale. Sono necessarie infusioni endovenose e iniezioni che, non solo non sono effettuabili in una clinica con attrezzature di base in una zona rurale, ma sono anche difficili e dolorose per i pazienti.

Oltre ai farmaci, anche i programmi di salute pubblica soffrono di una cronica carenza di fondi. Se il DfID, USAID, l’OMS e altri attori esterni vogliono promuovere l’eliminazione di queste malattie, dovranno affrontare la necessità di portare i programmi su vasta scala e investire nel rafforzamento dei sistemi di monitoraggio. Attualmente vi sono ancora “buchi neri”, zone dove malattie come quella del sonno sono probabilmente presenti ma l’insicurezza e la mancanza di fondi fanno si che non vengano diagnosticate e le persone non siano curate.

Tutti i discorsi su obiettivi ambiziosi ed eliminazione non faranno la differenza se non diamo il pieno sostegno ai programmi di controllo nazionale e ai sistemi sanitari nazionali nei paesi dove queste malattie sono endemiche”, spiega Andreas Lindner, medico, dell’équipe mobile interregionale per la malattia del sonno di MSF, che lavora per combattere la malattia in paesi come il Chad e la Repubblica Centroafricana. “Dobbiamo capire che in ultima istanza, sono i programmi nazionali – e non MSF o altre organizzazioni – che terranno queste malattie sotto controllo, per questo necessitano di tutto il supporto e la cooperazione possibili”.

MSF è preoccupata che troppa enfasi sulle donazioni di farmaci possa influenzare le strategie per l’eliminazione di queste malattie, a seconda del prodotto terapeutico che le compagnie farmaceutiche sono disposte ad offrire. L’impegno delineato da Gilead, Novartis e altre compagnie riflette le politiche delle compagnie stesse ma non risponde necessariamente alle priorità di salute pubblica. 

EQUITALIA, ALLA SCOPERTA DEL MOSTRO (VIDEO)




Elio Lannutti, senatore dell'Italia dei Valori e presidente di Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari e Finanziari), interviene su Equitalia.

Il parlamentare IdV denuncia l'eccesso di poteri conferiti da Giulio Tremonti alla Spa a capitale pubblico (49% Inps, 51% Agenzia delle Entrate).

Equitalia ha modo, dice Lannutti,  "proprio grazie a poteri che non hanno neppure i magistrati", di esigere importi spesso non dovuti o dovuti solo in parte. 

Questo quasi sempre a danno dei cittadini, che hanno scarse possibilità di far valere le loro ragioni e vedono i propri averi sequestrati, mentre personaggi come Antonio Mastrapasqua (vicepresidente di Equitalia e vertice Inps), come rileva Lannutti, possono tranquillamente cumulare cariche pubbliche e assumere persone vicine a ministri senza nessuna conseguenza.