sabato 26 giugno 2010

FLASH MOB IN VIA DEL CORSO E INCONTRO CONFERENZA PER DIRE NO AL NUCLEARE


Evento organizzato da Greenpeace, Gli Amici di Beppe Grillo di Roma e Mondo Senza guerre e Senza Violenza

Roma, 25 Giugno 2010 -- E' scattato alle ore 17.00 in Via del Corso a Roma il Flash Mob collettivo per riportare l'attenzione dei cittadini sul rischio del ritorno del nucleare in Italia. Lo squillo di una tromba ha interrotto la routine della strada e tutte le persone presenti sono rimaste 'congelate' per un minuto dopo essersi accasciate a terra.





Contro la disinformazione dilagante sul tema del nucleare, domani - sabato 26 giugno - si terrà l'incontro conferenza "Insieme per dire No la Nucleare". Interverranno Giuseppe Onufrio (direttore esecutivo di Greenpeace Italia), Giulietto Chiesa (giornalista - esperto geo-politico), Giovanni Ghirga (Medici per l'Ambiente e la Salute). Moderatrice dell'evento, Federica Fratini di Mondo Senza Guerre e senza Violenza. L'appuntamento è alle 18.30 presso la Casetta Rossa nel quartiere di Garbatella in via Magnaghi angolo Via Ignazio Persico.

Greenpeace: solo chiacchiere dall'IWC


Dalla 62esima riunione dell'IWC solo chiacchiere che non fermeranno il vergognoso massacro delle balene.

Nessun accordo per proteggere le balene dalla 62esima riunione della Commissione baleniera internazionale (IWC) che si è conclusa ieri sera ad Agadir in Marocco. Solo chiacchiere, che non fermeranno il massacro di migliaia di esemplari che Giappone, Norvegia e Islanda porteranno avanti anche il prossimo anno.

I governi riuniti ad Agadir dovrebbero vergognarsi di essersi ritirati a discutere a “porte chiuse” per nascondere le loro discussioni sterili che non hanno permesso di fare nessun passo avanti nella protezione delle balene. Ma non possono certo nascondere la vergogna della caccia baleniera e della loro incapacità per cercare di fermarla.

Le balene non sono in vendita. È stato il messaggio che abbiamo inviato ai membri dell’IWC, piazzando qualche giorno fa una balena gigante sulla scalinata di Piazza di Spagna, in centro a Roma. Perché con promesse di soldi e corruzione i paesi balenieri cercano ogni anno di raggiungere la maggioranza.

Ora c’è un’unica chance per le balene. Tutti quei governi che si schierano per la conservazione delle balene – come l’Italia – devono immediatamente mettere in atto azioni politiche decise per porre fine alla “caccia per ragioni scientifiche” del Giappone nel Santuario dell’Oceano Antartico e la caccia della Norvegia e dell’Islanda, portata avanti in totale violazione della moratoria esistente.

Da oltre trent’anni lottiamo in difesa delle balene. I nostri due attivisti - Junichi e Toru - rischiano più di un anno di carcere per aver denunciato la corruzione e il contrabbando di carne del programma giapponese di caccia alle balene. Cosa sono disposti a fare i paesi che dicono di voler proteggere le balene? Noi continueremo a lavorare per fermare questo vergognoso massacro!

Fonte:Greenpeace

Fisco, Contribuenti.it: in 4 mesi l’evasione cresce del 6,7%.


Nel 2010 cresce l'evasione fiscale in Italia e si conferma primatista europeo con il 54,4% del reddito imponibile non dichiarato. Nel primi 4 mesi del 2010, l'imponibile evaso in Italia è cresciuto del 6,7% rispetto al 2009 ed ha raggiunto l’ammontare di 371 miliardi di euro l'anno. In termini di imposte sottratte all'erario siamo nell'ordine dei 156 miliardi di euro l’anno. E' quanto emerge da un'indagine, diffusa oggi a Venezia, effettuata da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it, l'Associazione Contribuenti Italiani condotta su dati divulgati dalle Polizie tributarie degli Stati europei.

Nella speciale classifica degli evasori, l'Italia è seguita da Romania (42,3% del reddito imponibile non dichiarato), da Bulgaria (39,8%), Estonia (38,3%), Slovacchia (35,4%). In Italia i principali evasori sono gli industriali (32,8%) seguiti da bancari e assicurativi (28,3%), commercianti (11,7%), artigiani (10,9%), professionisti (8,9%) e lavoratori dipendenti (7,4%). A livello territoriale l'evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (29,4% del totale nazionale), seguito dal Sud (24,5%), dal Centro (23,2%) e dal Nord Est (22,9%).

Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate da KRLS Network of Business Ethics: l'economia sommersa, l'economia criminale, l'evasione delle società di capitali, l’evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese.

"Per combattere l’evasione fiscale bisogna ridurre le attuali aliquote fiscali di almeno 5 punti, migliorare la qualità dei servizi pubblici offerti eliminando gli sprechi di denaro pubblico e riformare il fisco sulla tax compliance - afferma Vittorio Carlomagno Presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – L’evasione fiscale è diventato lo sport più praticato dagli italiani al punto che anche i morti evadono il fisco tumulandosi da soli. Serve archiviare al più presto e per sempre la stagione degli scudi fiscali e dei condoni che hanno arricchito i grandi evasori, incentivando il personale dell’amministrazione finanziaria con premi specifici ogni qual volta riescono a recuperare imponibile sottratto al fisco da parte delle grandi imprese".

Fonte: Contribuenti.it

Cgia: Italia ultima in Europa per efficienza e qualità della Pubblica amministrazione


"Il nostro paese è fanalino di coda in Europa per il livello di efficienza offerto dalla Pubblica amministrazione e per la qualita' del rapporto tra prestazioni erogate e spesa pubblica sostenuta. Nel mondo siamo addirittura al 97° posto". E' quanto denuncia Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre. "Nei paesi federali europei, rispetto a quelli centralisti, il livello della qualita' e dell'efficienza sia della spesa pubblica sia dei servizi offerti ai cittadini e' decisamente migliore", aggiunge.

L'organizzazione degli artigiani, spiega in una nota, ha messo a confronto l'efficienza delle prestazioni offerte dalle pubbliche amministrazioni con il livello della spesa pubblica di 10 Paesi europei: cinque federali e 5 non federali. "Il risultato emerso da questa comparazione non lascia alcun dubbio: i paesi dove e' piu' accentuato il decentramento fiscale hanno un rapporto piu' basso. Infatti, i Paesi federali presentano un rapporto pari all'8,3; quelli centralisti del 10,5. Inoltre, i paesi federali registrano anche una spesa pubblica piu' contenuta: 43,9% sul Pil rispetto al 48,3% sul Pil riferito ai paesi centralisti. Infine, il livello delle prestazioni offerte dalle istituzioni federali - continua la nota - e' decisamente migliore: 5,3 contro il 4,6 di quelli non federali. Sia nella graduatoria delle prestazioni offerte dalle istituzioni pubbliche sia in quella riferita al rapporto tra efficienza e spesa pubblica sostenuta, l'Italia e' fanalino di coda".

Ma non basta. La Cgia ha esaminato pure uno studio del World Economic Forum (Wef) che ha stilato una classifica mondiale delle qualita' delle prestazioni offerte dalle istituzioni pubbliche. "Il risultato di questa classifica - sottolinea Giuseppe Bortolussi - e' stato ottenuto mettendo a confronto una serie di sottoindicatori tra cui il livello di spreco della spesa pubblica, il peso della burocrazia, il grado di trasparenza delle decisioni politico-istituzionali, il livello di indipendenza del potere giudiziario. Ebbene, il nostro Paese si piazza al 97esimo posto. Tra i paesi economicamente piu' avanzati del mondo solo la Federazione Russa sta peggio di noi.

A fronte di questi risultati - conclude - non ci resta che accelerare sul fronte della riforma federalista. Probabilmente e' l'unica strada che ci puo' consentire di invertire la tendenza in atto".

Fonte: (AGI)

venerdì 25 giugno 2010

AUTO BLU,CONTRIBUENTI.IT:ASPETTIAMO I DATI DEFINITIVI PER UN CONFRONTO.


"Ringraziamo il ministro Brunetta per aver divulgato i primi dati parziali sulle auto blu che riguardano appena il 26% delle amministrazioni interessate. Attendiamo i dati definitivi del censimento per confrontarli con quelli in nostro possesso”.

"Autorevoli mezzi di stampa, utilizzando diverse metodologie, sono giunti allo stesso nostro risultato – afferma Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – determinando il numero di auto blu in una cifra superiore alle 600 mila auto di servizio, cosa talmente eclatante da richiedere una verifica, che abbiamo richiesto, direttamente e indirettamente, agli organi competenti. Sono anni che l’Associazione Contribuenti Italiani si occupa, con Lo Sportello del Contribuente, delle auto blu ed e’ sotto gli occhi di ogni cittadino che il fenomeno delle auto di servizio e' abbastanza ampio, apparentemente ben oltre le reali necessita', in dispregio di quanto previsto dalla legge 412 del 1991 che limita l'uso esclusivo delle auto blu ai soli ministri, sottosegretari e ad alcuni direttori generali: da allora si sono sempre proposte regolamentazioni e tagli, mai effettuati".

"Saremmo estremamente grati al ministro Brunetta se, unitamente al dato parziale sulle auto blu, volesse rispendere alle numerose interrogazioni parlamentari presentate – continua Carlomagno – comunicando a quanto ammontano, i costi diretti (acquisto auto di servizio ad eccezione di quelle riservate alla sicurezza ed ordine pubblico) e indiretti delle c.d. "auto-blu", utilizzate in qualunque modo dalla P.A., conteggiando sia quelle proprie che quelle in leasing, in noleggio operativo e noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Asl, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici, Societa' misto pubblico-private e Societa' per azioni a totale partecipazione pubblica e se la P.A., a decorrere dall'anno 2006, ha sostenuto spese per un ammontare superiore al 50% di quelle registrate nell'anno 2004 per l'acquisto, la manutenzione, il noleggio e l'esercizio delle autovetture di servizio, con esclusione di quelle operanti per l'ordine e la sicurezza pubblica, così come previsto dalla Legge 266 del 2005".

Fonte: Contribuenti.It

Malapesca: gli aiuti pubblici alla pesca privata

Contributi pubblici a un terzo dei peschericci fuorilegge negli ultimi 5 anni

Mentre a Bagnara Calabra (RC) si celebrano proprio questa mattina i pescatori pirata che, in cambio di nuove licenze di pesca, riconsegnano finalmente le spadare usate illegalmente dal 2002 a oggi, é stato divulgato dal sito www.fishsubsidy.org/italian-driftnets l’elenco dei contributi pubblici percepiti dai pescherecci italiani sanzionati dal 2005 al 2010 per l’uso illegale di reti derivanti. E tra questi compaiono diversi pescherecci proprio della marineria di Bagnara Calabra.

La vicenda fa seguito al bando alle reti derivanti imposto dall’Unione Europea nel 2002. Per quel motivo furono assegnati dall’UE e dallo Stato Italiano oltre 200 milioni di euro per la riconversione delle spadare verso sistemi di pesca meno distruttivi. Il Piano di Riconversione Spadare del 1998 prevedeva, oltre ad ingenti aiuti economici, anche la possibilità di ricevere una nuova licenza di pesca per la ferrettara, una piccola derivante il cui impiego entro chiari vincoli è rimasto consentito a livello europeo, ma che spesso è stata adoperata in maniera fraudolenta.

Un recente rapporto del Comando Generale della Capitaneria di Porto ha rivelato infatti che l’uso delle reti derivanti illegali (spadare) e l’uso illecito delle ferrettare è molto più ampio di quanto denunciato finora. Fishsubsidy[1] ha confrontato i dati di oltre 330 pescherecci sanzionati tra il 2005 e 2010 con gli aiuti stanziati dallo Strumento Finanziario di Aiuti alla Pesca (SFOP) e dal Piano di Riconversione Spadare. Quello che ne è emerso è scandaloso: un terzo dei pescherecci pirata ha usufruito di ingenti contributi pubblici. In totale, tra il 1998 e 2006, sono stati assegnati ben 12.5 milioni di euro a pescherecci ripetutamente sanzionati per l’uso o il possesso delle reti derivanti illegali. Numerosi i casi in cui i pescherecci hanno continuato ad operare con gli attrezzi illegali pur avendo percepito il contributo erogato per la restituzione.

Alcuni casi emblematici: il S.ANTONIO, sanzionato due volte a pochi giorni di distanza per l’uso illegale di reti derivanti, ha usufruito di 128, 000 euro di contributi. L’ANNUNZIATA, sanzionata nel 2008 e nel 2009 per uso di reti derivanti illegali, ha percepito 168,000 euro. Il DAVIDE, sanzionato tre volte tra il 2005 e 2008 per l’utilizzo delle spadare ha percepito, tra il 1998 e il 2006, 303.000 euro di aiuti dal Piano di riconversione spadare e altri 47,000 euro nel 2006 per la modernizzazione del peschereccio. Il PATRIZIA, sanzionato ben quattro volte tra giugno e agosto 2007 con il sequestro di 14 km di reti derivanti illegali, ha percepito 249,000 euro di aiuti pubblici. La ROSSELLA di Bagnara Calabra fermata due volte con le spadare tra maggio e giugno 2005, ha ricevuto circa 191,000 euro dal Piano riconversione spadare.

I dati e la reiterazione dei provvedimenti confermano inoltre come le sanzioni applicate, che in genere si traducono in poche migliaia di euro di ammenda e nel sequestro delle reti, non abbiano alcun potere dissuasivo. Gran parte dei pescherecci sono stati fermati ripetutamente con reti derivanti illegali, ne è un esempio significativo il NETTUNO sanzionato ben sette volte tra il 2006 e 2009.

Il Ministro Galan conosce bene questa situazione, segnalata dalle associazioni ambientaliste subito dopo il suo insediamento. Il problema è che nel nostro Paese le autorità preposte non hanno mai applicato l’articolo 3 del decreto ministeriale del 14 ottobre 1998, che prevede il ritiro dell’autorizzazione di pesca per tre mesi alla prima infrazione e per sei mesi in caso di successive violazioni e che avrebbe un reale carattere dissuasivo. Premiare i pirati del mare con nuove licenze di pesca, come oggi a Bagnara, significherebbe consumare l’ennesima presa in giro nei confronti di chi opera nel rispetto delle regole nel mondo della pesca.
Fonte:Greenpeace

Abruzzo: il WWF con altre associazoni e i cittadini in piazza per protestare contro il previsto rincaro delle bollette dell'acqua.


Sabato 26 giugno a Pescara il WWF con altre associazoni e i cittadini in piazza per protestare contro il previsto rincaro delle bollette dell'acqua e denunciare sprechi e disservizi del gestore del Servizio. È importante partecipare!

L’assemblea dei 64 sindaci (Pescara e provincia, Chieti, Francavilla, S.Giovanni, Atri, Silvi) su proposta del Commissario dell’Ente d’Ambito Caputi è riconvocata per il 2 luglio per aumentare le tariffe. Effettuata una mobilitazione, da AbruzzoSocial Forum, WWF, Oltre Abruzzi, che ha portato ad una prima riduzione dell’aumento; per le associazioni è inaccettabile un rincaro senza:
• un taglio agli enormi e insostenibili costi di gestione dell’ACA;
• la verifica della qualità del servizio e l’applicazione delle norme contrattuali che prevedono una diminuzione della tariffa in caso di disservizi;
• una costante partecipazione dei cittadini al controllo del settore.

Tutti in piazza per l'acqua” è l'appello rivolto ai cittadini dalle diverse organizzazioni che da anni lottano per una gestione efficiente e trasparente dell'acqua in Abruzzo. Sabato prossimo 26 giugno hanno programmato una manifestazione a Piazza S. Cuore a Pescara con appuntamento alle ore 17 per protestare contro la gestione disastrosa dell'acqua, contro l'aumento della bolletta e, soprattutto, per reclamare la trasparenza nei conti dell'ACA e la partecipazione dal basso dei cittadini nel controllo.

L'iniziativa era stata programmata per contrastare l'ipotesi di aumento della tariffa prima degli sviluppi di ieri dell'inchiesta sulla bollettazione della Procura di Pescara. Alla luce di questi fatti assume un significato particolare anche perchè ormai la riunione convocata dal Commissario Caputi per il 2 luglio prossimo per far votare l'aumento della tariffa rischia di diventare un evento surreale, un insulto nei confronti dei cittadini che pretendono una gestione corretta di questo Bene Comune e che hanno subito lo scandalo dell'acqua contaminata di Bussi.

Dichiara Augusto De Sanctis, referente acqua del WWF Abruzzo “Dispiace constatare che per l'ennesima volta è la Magistratura a dover intervenire per cercare di fare chiarezza sulla gestione dell'acqua, al posto degli amministratori pubblici. In questi anni, e con rinnovato vigore nelle ultime settimane, abbiamo richiamato i sindaci ad esercitare pienamente le loro funzioni nel controllo dell'ATO e dell'ACA, visto che siedono nell'assemblea di entrambi gli organismi. Il tutto prima di pensare a qualsiasi tipo di aumento per i cittadini, in considerazione dei dati incredibili sulla gestione passata presentati dal Commissario dell'ATO Caputi. Basti pensare che solo per gli investimenti mancati rispetto a tariffe riscosse bisogna recuperare 25 milioni di euro nei prossimi anni. Nel solo 2008 lo scostamento tra quanto programmato e quanto speso dall'ACA in spese operative è stato di 10 milioni di euro in eccesso. Sono cifre enormi che i sindaci farebbero bene intanto a spiegare ai loro consigli comunali. Peraltro pochi sanno che il Commissario Caputi ha anche pianificato la gestione del servizio idrico da qui al 2027 attraverso una revisione del piano d'ambito dell'ATO che comporterebbe una spesa di 295 milioni di euro per i soli investimenti e una progressione tariffaria per i prossimi 18 anni. Fare scelte così delicate prima di aver fatto chiarezza e senza un preventivo confronto con i consigli comunali e con i cittadini si configura come una vera e propria ipoteca del futuro di 500000 cittadini. Inoltre somme così importanti derivanti dalle nostre tasche devono essere spese avendo la garanzia di una gestione trasparente e partecipata. Questo si fa con una nuova legge regionale che deve garantire, oltre a una gestione completamente pubblica, la partecipazione costante dei cittadini dal basso nel controllo”.

Dichiara Renato Di Nicola, dell'Abruzzo Social Forum “Chiediamo ai cittadini del pescarese, dei comuni del chietino coinvolti come Chieti, Francavilla, San Giovanni e Miglianico, dei comuni del teramano come Atri, Silvi e Bisenti e di tutti i 64 comuni che fanno parte dell'ATO di Pescara-Chieti di venire in piazza con una copia della bolletta dell'acqua per lasciarvi sopra un messaggio diretto al loro sindaco. Noi la metteremo nel nostro colabrodo d'oro che è il simbolo dell'attuale gestione dell'acqua e lo consegneremo per loro. Si potrà scrivere il proprio pensiero anche su un grande striscione bianco che stenderemo in piazza. Saranno registrati anche videomessaggi per i sindaci che poi caricheremo su you tube. E' un modo per far parlare i cittadini, per aprire un dialogo che per troppi anni è stato negato. Chiediamo con forza di discutere le scelte principali sul servizio idrico con la comunità”.

Promotori: Associazioni: AbruzzoSocial Forum, WWF, Oltre Abruzzi, Marelibero.net
Organizzazioni politiche che aderiscono: Rifondazione Comunista, Pescara In Comune Amici di Beppe Grillo.

Fonte:WWF