giovedì 4 novembre 2010

Riforma giustizia : UCPI , giudici e PM separati e due CSM

A pochi giorni dall'invito del presidente della Camera Gianfranco Fini di non odificare la composizione del CM e di non porre il PM sotto le direttive del governo, il tutto al fine di garantire l'indipendenza della magistratur, l'avvocatura penale ribadisce le sue posizioni sulla separazione delle carriere deil magistrati e le precisa entrano nel merito con la proposta di sdoppiare il CSM cambiandone la composizione.

Nell’attesa che il governo affronti in consiglio dei ministri la riforma della giustizia, l’Unione delle camere penali invita le forze politiche ad aprire “il più ampio confronto” con l’avvocatura, la magistratura e la comunità scientifica offrendo l’ipotesi di riforma costituzionale elaborata dal proprio centro studi, che prevede due ordini separati tra giudici e pubblici ministeri ai quali accedere sulla base di concorsi distinti, netta divisione dell’attuale Csm in due diversi Consigli superiori e un’Alta corte quale autonomo organo per i provvedimenti disciplinari.

Chiediamo che il percorso della riforma – si legge nella delibera della giunta dell’Ucpi – proceda con tempi certi e celeri”, e che non sia condizionato “dalle contingenze politiche, dalle resistenze corporative o da cedimenti della politica”. L’articolato messo a punto dall’Unione delle camere penali incide profondamente sulla costituzione escludendo tuttavia ogni “ipotesi di sottoposizione dell’ufficio del pm al potere esecutivo” e assicurando piena tutela della “libertà della giurisdizione attraverso il rafforzamento della autonomia e dell’indipendenza, sia esterna che interna, di ogni singolo giudice”.

Nel dettaglio, la proposta dell’Ucpi punta "ad armonizzare l’ordinamento della magistratura con i principi del giusto processo costituendo due ordini giudiziari separati, dei giudici e dei pubblici ministeri, e due concorsi d’accesso distinti". Rispetto all’attuale assetto, l’Unione delle camere penali prevede un Consiglio superiore della magistratura giudicante e un Consiglio superiore del pubblico ministero, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica, con competenze su assunzioni, assegnazioni, trasferimenti e promozioni dei giudici e dei pm.

Per i penalisti dovrebbe cambiare inoltre la composizione (il numero invece sarà definito da legge ordinaria): un terzo nominato dal capo dello Stato, un terzo dal parlamento in seduta comune e un terzo rispettivamente dai giudici e dai pubblici ministeri, mentre ne faranno parte di diritto il primo presidente della Cassazione e il procuratore generale presso la Cassazione (l’uno nel Consiglio superiore della magistratura giudicante, l’altro in quello del pubblico ministero), un rappresentante dell’avvocatura e uno dell’università e un magistrato del pubblico ministero e giudicante eletti dai propri consigli superiori.

Nel progetto di riforma, l’Ucpi prevede anche l’istituzione di un’Alta corte disciplinare, formata da sette ex giudici costituzionali ed ex alti magistrati eletti dai due Consigli superiori, con giurisdizione su tutti i provvedimenti disciplinari relativi ai magistrati ordinari e, in appello, su quelli riguardanti gli avvocati. Tra le altre novità, infine, spicca per l’accesso in magistratura l’introduzione di concorsi riservati a talune categorie professionali (magistrati dell’altra funzione, avvocati o professori e ricercatori universitari).
 
di Mauro W. Giannini

Fonte: Osservatorio sulla legalita

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