venerdì 13 gennaio 2012

REPUBBLICA ISTIGA ALLA GUERRA FRA POVERI

di Marco Cedolin
Nessuno avrebbe potuto nutrire qualche dubbio in merito al sostegno offerto dal quotidiano Repubblica al decreto sulle liberalizzazioni, dal momento che il giornale di De Benedetti  riveste il ruolo di supporter mediatico dell’usuraio Mario Monti, vero e proprio capofila del giornalismo d’accatto al servizio delle banche e della finanza.

A stupire pertanto non è la vile condiscendenza con cui sulle sue pagine viene trattato l’argomento, bensì  il vero e proprio linciaggio mediatico al quale sono stati sottoposti  stamane i tassisti che protestano nel tentativo di difendere il proprio posto di lavoro, che la stampa politicamente corretta è usa definire privilegio.

Sul sito web del quotidiano campeggiano titoli come “Rivolta selvaggia” e “Violenze contro le auto circolanti”…….

mentre viene dato il massimo risalto ai disagi (a detta dei vari pennivendoli drammatici) ai quali sono andati incontro gli sventurati clienti.  E al contempo viene pubblicizzata una fantomatica protesta degli utenti su twitter, costituita dalle discussioni nate sul social network fra clienti scontenti e tassisti arrabbiati, riportando i testi delle discussioni più utili a fomentare una guerra fra poveri.

Proprio la guerra fra poveri e l’ormai abituale (accadde già ai tempi del decreto Bersani) criminalizzazione dei tassisti sembrano  essere i veri obiettivi di Repubblica, che per l’occasione sputa veleno in quantità industriale.

Ogni genere di protesta sociale, dal NO al TAV, agli operai in fase di licenziamento, ai cittadini che verranno asfissiati dall’inceneritore, ai tassisti che saranno costretti a dare da mangiare pane e Monti alla propria famiglia, determina un qualche tipo di disagio.

E non potrebbe essere altrimenti, dal momento che in questo disgraziato paese, dove i cittadini che cercano di fare valere i propri diritti ricevono sistematicamente manganellate e lacrimogeni in faccia, l’unica “strada” rimasta per far sentire la propria voce è quella del blocco della circolazione (diretto o indiretto che sia) con conseguenti disagi per tutti gli altri cittadini.

Proprio all’interno di questo contesto, i pennivendoli di esperienza sanno come muoversi, affinché le fiamme della guerra fra poveri spengano ogni vagito di ribellione.

Cittadini criminali senza cuore quando scioperano o bloccano una strada per difendere il loro futuro, e cittadini assurti al ruolo di eroi quando protestano perché costretti a perdere tempo prezioso imbottigliati nel traffico. Eroi fino a quando? Senza dubbio fino a quando non accadrà anche a loro di dover difendere il proprio posto di lavoro o la propria salute, nel qual caso trasmuteranno in un battibaleno allo status di criminali senza cuore che vivono di solo egoismo.
Ma dal momento che l’istigazione alla guerra fra poveri non può limitarsi a produrre solamente indignazione momentanea e oltretutto i clienti dei taxi sono in fin dei conti una parte minimale della popolazione, Repubblica offre altre perle, finalizzate a fomentarla in un ambito più ampio ed articolato.

Le liberalizzazioni, stando ai titoli del quotidiano al servizio dell’usura, garantiranno l’aumento di un punto e mezzo di Pil (cosa aspettate a fare la ola?) e un risparmio di 900 euro l’anno. Il tutto certificato da Ezio Mauro, statene certi, il bengodi del futuro sta arrivando ad alta velocità, avete già comprato il biglietto? 

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