venerdì 23 dicembre 2011

ADICO -IL PACCO DI NATALE LO FA SDA: DECINE DI SPEDIZIONI PERSE IN POCHI GIORNI PRONTE LE DIFFIDE E I CONSIGLI DELL’UFFICIO LEGALE DI ADICO

Gli avvocati: «Verificare le condizioni contrattuali e assicurare gli invii. Se si dimostra che si è perso un affare, maggiori margini per ottenere un risarcimento»

Il Natale i pacchi dono non solo li porta, ma li fa anche perdere. O meglio, a farli sparire nel nulla sono i corrieri, SDA in primis, stando alle decine di segnalazioni che sta ricevendo da alcune settimane a questa parte Adico Associazione Difesa Consumatori. Un problema purtroppo non nuovo ma che in periodi dell’anno come questo, in cui il traffico di pacchi spediti aumenta a dismisura, assume dimensioni a dir poco preoccupanti.

Ma cosa si può fare per evitare che si perda apparentemente nel nulla il regalo inviato a un parente dall’altro capo d’Italia, o quell’oggetto tanto desiderato e acquistato su un sito di e-commerce a prezzo stracciato? E chi invece il disservizio l’ha già subito, ha diritto a un rimborso e in alcuni casi anche a un risarcimento? L’ufficio legale di Adico si è messo al lavoro sul tema e ha alcuni suggerimenti da dare ai consumatori vittime di questi “pacchi fantasma”.

Le richieste di assistenza arrivate sulla scrivania dell’Associazione in questi giorni tratteggiano un problema dai tanti volti. Per restare solo ai soci del Veneziano, c’è chi il pacco da SDA l’ha ricevuto, ma vuoto: come B.V., 45 anni di Mestre, che ha accettato il pacco con riserva perché sembrava manomesso, e infatti una volta aperto non ha trovato traccia del contenuto (valore 110 euro) e non avendolo assicurato non ha ottenuto neanche il rimborso del costo di spedizione. Ancora più clamorosa la vicenda raccontata da P.B., 28 anni del Lido, che per colpa di SDA ha perso quasi 300 euro: «A novembre ho acquistato dell’abbigliamento online da un negoziante di cui ho piena fiducia: il pacco era molto voluminoso e appariscente, impossibile che passasse inosservato e forse è stata questa la mia sfortuna: il pacco è partito con SDA da Mantova il 25 novembre e poi se ne sono perse le tracce; sul loro sito risulta partito e nient’altro». E sono cadute nel vuoto anche le numerose telefonate al call center del corriere sia da parte della ragazza che del negoziante, con la pratica che quasi due mesi dopo è stata chiusa perché il pacco risulta perso.

I suggerimenti dell’ufficio legale di Adico sono diversi. Innanzitutto, procurarsi copia del contratto commerciale e leggerlo con attenzione, per verificare quali sono le condizioni in caso di danneggiamento o smarrimento e se l’assicurazione è inclusa nella tariffa di spedizione o è facoltativa, e quindi richiede un ulteriore esborso di denaro (nel caso di SDA, ad esempio, l’assicurazione va pagata a parte e chiesta esplicitamente). «E non si dimentichi che c’è libertà nella contrattazione, e quindi soprattutto se il valore della merce spedita è elevato si possono pattuire condizioni assicurative diverse, mettendo nero su bianco il valore di ciò che viene spedito: in questo modo si facilita la prova nel caso in cui il contenuto andasse smarrito e si volesse chiedere il rimborso della cifra pagata» precisano i legali. Più precisamente, la legge prevede che quando si stipula un contratto di trasporto, il vettore risponde di eventuali danni e il danno in caso di perdita si valuti in base al prezzo corrente delle cose trasportate: se, quindi, il corriere vuole rimborsarvi con poche decine di euro a fronte di un oggetto smarrito dal valore molto più elevato, e tale condizione contrattuale non era esplicitae c’è stata carenza di informazioni, si prefigura una condizione vessatoria e quindi la possibilità di procedere con una diffida.

Un po’ più facile è ottenere almeno il rimborso nel caso in cui la compravendita non sia tra due privati ma attraverso un negozio online o un sito di e-commerce, che si appoggia per tutte le spedizioni a un unico corriere espresso: «In questo caso se il pacco viene perso il venditore è assicurato e di solito rimborsa senza troppa fatica il cliente» spiegano ancora dall’ufficio legale dell’Associazione. Ma il semplice rimborso potrebbe non bastare a chi, con quell’acquisto, aveva fatto un vero e proprio affare. Basti pensare a un oggetto costoso che si trova in vendita online con un grosso sconto perché ultimo pezzo della serie: «In questi casi c’è il margine anche per chiedere un risarcimento diffidando il corriere – concludono gli avvocati di Adico – perché perdendo il pacco si è persa la chance di un acquisto vantaggioso che difficilmente si potrà riproporre altrove alle stesse condizioni. Questo però va dimostrato».

Gli uffici di Adico sono aperti anche durante le feste – da martedì 27 dicembre a venerdì 30 dicembre compresi e da lunedì 2 gennaio a giovedì 5 gennaio compresi – e l’ufficio legale è a disposizione per valutare i singoli casi di consumatori vittime di questi disservizi.

«Spesso si crede, sbagliando, che affidare il proprio pacco a un corriere espresso sia di per sé una garanzia di consegna sicura e puntuale, invece non è così – commenta il presidente di Adico Carlo Garofolini – e di fronte a un numero tanto abnorme di disservizi e alla loro gravità, anche il suggerimento di assicurare le proprie spedizioni ci risulta un ulteriore regalo a chi non controlla i propri dipendenti e non tutela il diritto base del consumatore, che è quello di poter godere di ciò che ha acquistato. A questo punto consigliamo a tutti di pensarci due volte prima di affidare una spedizione a SDA, perché il rischio di non avere mai quello che si è comprato è davvero alto. E oltre al danno c’è la beffa di non avere mai una risposta plausibile quando si chiede che fine abbiano fatto i pacchi, che di certo non si “perdono” come fossero le chiavi di casa. Nel caso in cui le segnalazioni continuino ad arrivare numerose, Adico non esclude la possibilità di avviare un’azione comune». 

Fonte: Adico

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