giovedì 16 giugno 2011

ROMA, CODICI: DOPO IL REFERENDUM LA POLITICA DIA RISPOSTE SUI SERVIZI PUBBLICI LOCALI SU TUTTO INCOMBE L’INCOGNITA DELLA CENTRALE DEL LATTE

Dopo l’esito del referendum degli scorsi 12 e 13 giugno la politica è chiamata a dare risposte certe sui Servizi Pubblici Locali capitolini” – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Su Acea, Atac ed Ama, infatti, le incognite che incombono direttamente o indirettamente sui cittadini sono talmente tante che la politica deve assumersi l’onere di risolverle, garantendo così il minor danno possibile”. I punti di cui le Amministrazioni dovranno occuparsi sono di diversa natura: se Acea lascia l’acqua, così come dichiarato, preferendo ad essa altri investimenti come le energie rinnovabili e i rifiuti, dovrà necessariamente restituire ai romani gli impianti e le strutture, pagando l’uso che di questi è stato fatto nel corso degli anni;

ATAC: un passivo di bilancio che sintetizza appieno il disastro del trasporto pubblico capitolino: 96 milioni di euro, 5 in più rispetto al 2009. Un deficit frutto di inadempienze e di sprechi delle Amministrazioni succedute in questi anni. Non c’è destra o sinistra, il tracollo finanziario dell’ATAC, la più grande Azienda municipalizzata di Roma, ha radici profonde. Le varie inadempienze possono essere così sintetizzate: 

1.mancanza di un piano industriale;

2.appalti senza gara;

3.manutenzioni esterne a caro prezzo;

4.i pezzi per la riparazione dei mezzi acquistati rimangono in magazzino per mesi e mesi prima di essere utilizzati;

5.assunzioni a "chiamata diretta".

AMA: diverse le problematiche che investono l’Azienda. La più evidente riguarda le condizioni di degrado in cui versa Roma dal momento in cui si è deciso di passare dalla raccolta indifferenziata alla differenziata attraverso i “punti mobili”. Scarsa informazione ai cittadini circa la nuova modalità di raccolta e scarsa organizzazione da parte di Ama nel gestirla. Strade sporche, immondizia abbandonata là dove in precedenza c’erano i cassonetti, cassonetti in numero insufficiente per raccogliere la portata di rifiuti prodotta dai cittadini. Roma ha inoltre recepito, nel giro di pochi mesi un aumento sulla bolletta di circa il 25%. L’Iva sulla tariffa dei rifiuti va infatti a sommarsi all’aumento di circa il 12,5% approvato, con un colpo di mano, lo scorso 2 luglio dal Consiglio Comunale. “Su tutto questo –conclude Giacomelli - incombe l’incognita della Centrale del Latte. La responsabilità dei fatti non deve ricadere sui cittadini ma sugli amministratori e funzionari che hanno fatto il disastro”. La politica si assuma le proprie responsabilità dando risposte certe per risanare gli squilibri.

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