mercoledì 23 maggio 2012

UGANDA, UNHCR: AUMENTA IL FLUSSO DI RIFUGIATI DAL CONGO ORIENTALE

Nell'Uganda sud-occidentale si è rafforzato negli ultimi giorni il flusso di rifugiati in arrivo dalla Repubblica Democratica del Congo. Si tratta di persone costrette a fuggire dagli scontri avvenuti alla fine della scorsa settimana tra truppe governative e gruppi di disertori. Secondo le autorità locali ugandesi, altre 13-15mila persone hanno attraversato il confine nel corso degli ultimi giorni.  
Civili congolesi arrivano a Bunagana, in Uganda, dopo aver attraversato
il confine con la Repubblica Democratica del Congo. © UNHCR/R.Katabazi
Gli operatori dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), accompagnati dai funzionari statali ugandesi responsabili per la gestione dei rifugiati, hanno visitato la cittadina di confine di Bunagana venerdì scorso, trovandovi circa 6-7mila cittadini congolesi, provenienti da villaggi della zona di Rutshuru nella provincia del Kivu settentrionale, accampati nella zona in ripari preesistenti o all'addiaccio. Molte di queste persone erano dovute fuggire già in precedenza a causa di scontri avvenuti nelle prime settimane di maggio. 

Venerdì 18 maggio, l'UNHCR ha iniziato a trasferire i rifugiati dalla zona di confine al campo di transito di Nyakabande. Circa mille persone sono state trasferite tra venerdì e sabato scorso, mentre diverse altre si sono recate a Nyakabande con i propri mezzi. Domenica sera, i rifugiati accolti nel campo, che ha già raggiunto la capienza massima, erano 6.163. Gli operatori dell'UNHCR in loco stanno fornendo assistenza umanitaria di base. 

Per ridurre il sovraffollamento nel campo di Nyakabande, l'UNHCR sta incrementando i trasferimenti nell'insediamento di Rwamwanja, circa 370 chilometri a nord, dei volontari disponibili a lasciare la zona di confine. Il viaggio da Nyakabande a Rwamwanja dura circa otto ore. 

Ieri, l'Agenzia ONU per i rifugiati ha trasportato 1.471 persone a Rwamwanja con un convoglio. Altri convogli da 1000-1500 persone ciascuno sono previsti per giovedì e domenica prossimi. Molti, tuttavia, preferiscono non lasciare Nyakabande nella speranza che gli scontri, che sembrano una deflagrazione una tantum, cessino e che possano dunque ritornare a casa. 

I recenti combattimenti hanno costretto migliaia di persone alla fuga anche allinterno della Repubblica Democratica del Congo. Tra il 10 ed il 15 maggio, almeno 12mila sfollati interni sono stati registrati a Jomba e Bwesa, nel territorio di Rutshuru, nella provincia del Kivu settentrionale. La maggior parte di questi sfollati è stata accolta dagli abitanti locali o ha trovato riparo negli edifici scolastici. 

Un flusso minore di rifugiati congolesi continua ad attraversare il confine con il Rwanda, trovando riparo nel campo di transito di Nkamira, che, con i suoi 9.006 ospiti, è gravemente sovraffollato. 107 rifugiati ospitati a Nkamira hanno fatto ritorno in Congo durante lo scorso fine settimana, un nuovo fenomeno che gli operatori dell'UNHCR tengono sotto osservazione.  

A partire dal 27 aprile, quando ha avuto inizio l'attuale ondata di scontri tra truppe governative congolesi e milizie dell'ex comandante dei ribelli Bosco Ntaganda, decine di migliaia di persone sono dovute fuggire all'interno del Kivu settentrionale o verso l'Uganda o il Rwanda. Ntaganda fu integrato nell'esercito regolare dopo l'accordo di pace del 2009, ma è attualmente ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra. L'UNHCR teme che, in assenza di un nuovo accordo di pace tra le parti, altre decine di migliaia di persone dovranno abbandonare le proprie case. 

In questa situazione già difficile, l'UNHCR è stata colpita dalla morte di un caro collega, Rocky Makabuza, investito dai colpi di arma da fuoco di ignoti assalitori nella sua casa di Goma venerdì sera e deceduto successivamente. Il movente dell'omicidio non è stato ancora stabilito. In un comunicato pubblicato ieri, lAlto Commissario delle Nazioni unite per i Rifugiati, Antonio Guterres, ha espresso la speranza che siano condotte indagini approfondite e che i responsabili vengano processati. 

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