martedì 14 dicembre 2010

TETANO NEONATALE, SFIDA DELL'UNICEF

Questa intervista, realizzata da Alessia Gabrielli del Tgcom, è andata in onda il 7 dicembre 2010.

Ogni nove secondi un bimbo muore per aver contratto il tetano. La malattia è ormai debellata nei Paesi occidentali, ma in quelli in via di sviluppo mette a rischio la vita di 170 milioni di donne e bambini. Una cifra incredibile. La campagna 2011 dell'UNICEF, in collaborazione con Procter&Gamble, punta a combattere il tetano in Niger.

Il dottor Guido Cornale, che lavora nello stato africano proprio per l'UNICEF, spiega a Tgcom che esistono due modi per sconfiggere la malattia: "Vaccinare la donna in gravidanza, o direttamente tutte le donne in età fertile".

Dottor Cornale, perché proprio il tetano e perché proprio in Niger?
Il tetano è un batterio che vive nell’intestino degli animali e per questo si diffonde nelle zone rurali, che in Niger rappresentano l’82 per cento del territorio, vero record mondiale.

A che punto è la diffusione del vaccino contro il tetano neonatale nel Paese africano?
Tra poco la malattia sarà virtualmente eliminata. Ora è sotto controllo, ma se interrompessimo le vaccinazioni i casi tornerebbero a salire. Nel 2009 abbiamo raggiunto il 70 per cento della copertura, con oltre un milione 120 mila donne vaccinate, ed entro il 2011 arriveremo al 90-95 per cento. Quest’anno abbiamo registrato 12 casi. Prima dell’inizio del programma, negli anni ’80, i contagi erano centinaia.

Come si contrae la malattia?
Il taglio del cordone ombelicale è un momento molto rischioso. Spesso nelle zone rurali le misure igieniche sono scarse, il bimbo lo contrae e muore. In questo Paese muoiono 198 bambini sotto i 5 anni ogni mille nascite.

E la donna che rischi corre?
Un dato per tutti: il tasso di mortalità materna in Niger è di 648 donne ogni 100 mila nascite. Nei paesi occidentali è praticamente vicino allo zero. Basta una vaccinazione a buon mercato, per proteggere le loro vite: due dosi in gravidanza, poi una ogni anno, fino a cinque dosi in totale.

Vaccinate anche i bambini?
Certo. Il vaccino delle donne incinte protegge il neonato nel primo mese di vita, poi somministriamo il pentavaccino, che contiene anche quello contro il tetano.

È l'UNICEF che procura anche degli altri vaccini?
Sì, insieme all’Oms ci facciamo carico delle politiche sanitarie. Forniamo vaccini, siringhe, frigoriferi per la conservazione. Ci occupiamo della formazione e della supervisione, nonché dei contributi sui costi operativi. Come per il tetano, cerchiamo di prevenire anche la poliomelite, la pertosse, la difterite e la tubercolosi. Ma ci sono anche altre aree di intervento.

Cioè?
Politiche per i diritti dei bambini, educazione primaria, nutrizione. Il tasso di malnutrizione acuta in Niger è del 16,8 per cento per i bambini sotto i 5 anni, mentre il 48 per cento soffre di malnutrizione cronica.

A quanto ammontano i fondi che avete a disposizione?
Il budget per il 2010 è di 80 milioni di dollari, di cui 30 per l’emergenza alimentare. Riusciamo a lavorare abbastanza bene.

Come mai ha scelto di fare il medico lì?
In alternativa al servizio militare ho lavorato nei campi somali nell’81. Da allora Bolivia, Perù, Haiti, Cambogia, Somalia, Mali… Non sono più tornato. Lavorare per l’UNICEF è un privilegio, non siamo buracrati, ma gente d'azione. E aiutare i bambini è la cosa migliore che possiamo fare

Fonte: UNICEF

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