venerdì 8 giugno 2012

ODISSEA PER CAMBIARE GESTORE GAS: LE SIGILLANO IL CONTATORE CONSUMATRICE DI PIANIGA DENUNCIA ENEL ENERGIA

Ancora problemi con Enel Energia negli uffici di Adico Associazione Difesa Consumatori. E ha tutti i contorni dell’odissea quello vissuto da Cinzia Carraro, agguerrita consumatrice di Pianiga, che si è rivolta ad Adico già lo scorso autunno.

E dopo due lettere di diffida, decine di telefonate alla società e addirittura aver subìto la chiusura del contatore, la signora ha deciso di non mollare. «Enel Energia mi ha preso in giro e ha leso la mia dignità – spiega Carraro – per questo ho deciso di denunciarli. Lo dovrebbero fare tutti». Ennesima vicenda che rafforza l’impegno di Adico per tutelare i consumatori dai disservizi di questa società: non a caso l’Associazione sta raccogliendo le adesioni di tutti i cittadini toccati da problemi per inoltrare un reclamo all’Autorità per l’energia elettrica e il gas (per informazioni e per ricevere il modulo da restituire compilato:

La vicenda della signora di Pianiga inizia nel 2010, quando due incaricati di Enel Energia bussano alla sua porta e alla fine la convincono a sottoscrivere un contratto per il gas: «La proposta che mi hanno fatto mi sembrava conveniente visto che si parlava di 50% di sconto, non mi hanno dato molte informazioni in realtà ma mi sono fidata» racconta. Da quel momento la signora paga circa 200 euro a bimestre, produce sempre l’autolettura, e anche i conguagli sono nella norma. I problemi arrivano a ottobre 2011, con un conguaglio da 900 euro per aver sforato la taglia dei consumi. Peccato che di taglie la signora ne avesse sentito parlare solo negli spot televisivi: «Io non ho mai firmato un contratto che prevedesse la taglia, loro dicono che c’è la mia firma ma non è vero – continua la consumatrice – per questo mi sono rivolta la prima volta all’Adico». Dopo l’invio di una diffida, la signora su consiglio dell’ufficio legale paga la bolletta da 900 euro ma chiede anche immediatamente il cambio gestore. Dal 1 gennaio 2012 il passaggio a Eni avrebbe dovuto essere effettivo: la signora quindi blocca l’accredito in conto corrente e attende la prima bolletta del nuovo operatore. Invece a gennaio le arriva una nuova fattura di Enel Energia. La signora paga, ma contestualmente chiama Eni per capire cosa stesse accadendo, e scopre che il cambio gestore ancora non era avvenuto perché – a detta di Eni – Enel Energia non forniva il Pdr, un codice che identifica il punto fisico in cui il gas naturale viene consegnato dal fornitore e prelevato dal cliente finale. Nonostante i solleciti, ad aprile la signora si ritrova ancora con Enel Energia e quindi scatta una nuova lettera di diffida da parte di Adico, a cui non arriva mai risposta.

Il 15 maggio scorso, la goccia che fa traboccare il vaso: a metà mattinata la signora Cinzia si accorge di essere senza gas. Chiama subito il Servizio gas, partono i controlli sul contatore ma invece di un danno la socia Adico si ritrova il contatore sigillato con la dicitura “fornitura chiusa”. E qui parte il rimpallo delle responsabilità: Enel Energia dà la colpa al distributore adducendo una mancanza di comunicazione e uno scambio di nomi, mentre il distributore riferisce di aver ricevuto da Enel Energia una richiesta di chiusura fornitura per morosità. Due giorni dopo, la signora è ancora senza gas nonostante mille telefonate e la richiesta di riattivazione. «È successo che ho pagato in ritardo di qualche giorno la bolletta di gennaio di Enel Energia, che non ha trovato nulla di meglio che inoltrare la richiesta di chiusura della mia fornitura al distributore. Quando è arrivato il pagamento, si sono però dimenticati di chiedere immediatamente la riattivazione. Una cosa allucinante, che non trova alcuna giustificazione logica – attacca ancora la consumatrice veneziana – io non sono morosa, questa vicenda ha leso la mia dignità e mi sono sentita presa in giro. Mica si stacca il gas così per qualche giorno di ritardo nei pagamenti, e a maggior ragione quando sono mesi che è stato chiesto di passare a un altro gestore».

Il presidente di Adico, Carlo Garofolini, non fa che ribadire quanto si dice da mesi: «Più il tempo passa, più sarebbe da chiedersi quali benefici per i consumatori abbia portarto la liberalizzazione del mercato dell’energia e del gas. Si sono solo moltiplicate le occasioni di tendere trappole e abusare della buona fede delle persone – affonda Garofolini – quanto accaduto alla socia è intollerabile, in particolare la chiusura della fornitura per oltre 2 giorni. Se fosse stato inverno, o se in casa ci fossero state persone anziane o dispositivi salvavita, quali danni si sarebbero potuti verificare? Il consiglio della signora di Pianiga è legittimo e lo sottoscriviamo: chiunque si senta vittima di un servizio scadente, di un contratto indesiderato, di un abuso, non deve stare in silenzio ma agire. Adico è a disposizione con lo sportello di via Volturno 33 a Mestre, all’indirizzo mail 
info@associazionedifesaconsumatori.it o al numero di telefono 041.5349637 per fornire tutte le informazioni e l’assistenza del caso». 

Nessun commento:

Posta un commento